Dora, quattro anni dopo una morte che attende ancora risposte: ieri l’udienza per la terza opposizione alla richiesta di archiviazione

POTENZA – A quattro anni esatti di distanza, restano ancora diversi i dubbi sulla morte di Dora Lagreca, la 30enne originaria di Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno, che perse la vita la notte tra l’8 e il 9 ottobre del 2021 dopo essere caduta dal balcone di un’abitazione al quarto piano di una palazzina di via Di Giura a Potenza. E ieri mattina, davanti al gip del tribunale di Potenza, Salvatore Pignata, gli avvocati Renivaldo Lagreca e Cristiana Coviello (nell’interesse dei familiari di Dora) hanno discusso la terza opposizione alla richiesta di archiviazione.

Opposizione alla quale, questa volta, i legali delle parti offese hanno allegato anche la richiesta di imputazione coatta dell’allora fidanzato di Dora, Antonio Capasso (inizialmente iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di istigazione al suicidio) con modifica del capo di imputazione in omicidio (colposo, preterintenzionale o volontario). Per il pm Chiara Guerriero e il procuratore facente funzione, Maurizio Cardea, invece, nemmeno il supplemento di indagini disposto dal gip in occasione della precedente opposizione all’archiviazione, ha portato ad elementi in grado di cambiare lo scenario ipotizzato dalla procura, ovvero quello del gesto volontario e della caduta accidentale. Per gli avvocati Lagreca e Coviello, però, sono proprio le risultanze degli ulteriori accertamenti effettuati nei mesi scorsi a rendere necessari altri approfondimenti investigativi perché consegnerebbero risultati difformi rispetto alla versione dei fatti resa da Capasso. Il gip si è riservato di decidere: il verdetto è atteso entro le prossime settimane.