Ex Fenice, rinnovo gestione: i paletti di Valvano a Rendina

MELFI – La trasparenza dei dati come primo punto per avere un quadro esaustivo su cosa va a finire in atmosfera e soprattutto per indossare la divisa da arbitro e monitorare attentamente l’inceneritore. O sarà un “no”.

Nel 2020 il Comune di Melfi dovrà esprimere un parere nell’ambito della conferenza di servizi e a stretto giro il dipartimento Ambiente della Regione Basilicata dovrà poi decidere se rinnovare o meno l’autorizzazione alla società Rendina Ambiente (Ex Fenice) per continuare a gestire l’inceneritore per i prossimi 10 anni. Tutto questo a valle anche del confronto che si è consumato alla fine dello scorso mese di novembre nel palazzo di città. L’istanza di rinnovo dell’autorizzazione è stata depositata a ottobre. In questa fase il Comune di Melfi sta valutando gli atti depositati, utili a mantenere attivo l’impianto almeno fino al 2030. Il sindaco Valvano, oltre a chiederne uno slancio tecnologico “dopo oltre un quarto di secolo”, dal suo blog prova a suonare “la sveglia” anche agli ormai “ex amici” del dipartimento Ambiente, incalzandoli sul tema del monitoraggio e del controllo dell’ambiente. Valvano, “fatto salvo quella minoranza di opinione pubblica che vede gli inceneritori come una ineliminabile necessità, un costo necessario da pagare, un peso ambientale con cui convivere” è convinto che “l’inceneritore è una tecnologia necessaria al completamento del ciclo dei rifiuti, per cui dobbiamo conviverci al meglio”.

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di Michelangelo Russo