Fallimento della Step One, sette indagati: “congelati” profitti per oltre 20 milioni di euro

POTENZA – La procura di Potenza, con la collaborazione della sezione di polizia giudiziaria della guardia di Finanza e del Nucleo Economico Finanziario del capoluogo, ha dato esecuzione all’ordinanza di congelamento di profitti per 20,3 milioni di euro e alla notifica dell’avviso di chiusura indagini nei confronti di sette indagati, nell’ambito dell’inchiesta riguardante il fallimento della Step One Srl, società potentina di cui fa parte anche la Daramic di Tito Scalo, stabilimento dismesso da diversi anni e attualmente sotto sequestro probatorio dallo scorso mese di maggio per aver causato un gravissimo inquinamento nelle falde acquifere, già incardinata nel gruppo internazionale Polypore, leader mondiale nel settore della componentistica per l’Automotive. Tra gli indagati l’amministratore pro-tempore della Daramic, Pierre Hauswald, l’amministratore unico, il presidente e i componenti del collegio sindacale della Step One, Marcello Gentile, Antonio Spizzichino, Armando Pontecorvo e Roberto Di Veroli, nonché gli amministratori pro-tempore di altre due società, la General Montaggi e la Tre Srl, Maurizio Massaia e Maria Morena Casale. Le indagini condotte nell’ambito dell’operazione denominata “Freezing” hanno portato alla luce una presunta bancarotta fraudolenta per distrazione. Parte dei 20 milioni di euro sarebbero stati conseguiti dalle società Daramic, Daramic Holding e Polypore, con sedi tra Francia e Olanda. L’ordine di congelamento è stato eseguito attraverso il canale di cooperazione Eurojust proprio tra Italia, Francia e Olanda. L’amministratore unico della Step One è accusato di aver sottratto denaro dalle casse sociali in modo fraudolento.

(Maggiori dettagli sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud” del 7 dicembre)