Fase 2: si riparte, ma non tutti. Quattro saracinesche su dieci restano abbassate

POTENZA – Primo giorno di “scuola” per molti esercizi commerciali, che rialzano la saracinesca dopo 70 giorni di chiusura forzata.

Anche in Basilicata quella di ieri è stata una giornata cruciale per bar, ristoranti e negozi. Non tutti però se la sono sentiti di ripartire, restano ancora troppe le incognite. Riaprire al buio – tra costi di sanificazione e incassi incerti – per almeno quattro attività su dieci allo stato attuale è ritenuto troppo rischioso.

Ed entro fine anno almeno un gestore su quattro potrebbe decidere di abbassare la saracinesca per sempre. Intanto in città si percepisce un clima nuovo. Di transizione sì, ma anche di nuove speranze. Nessuna coda, come da previsione. Secondo il delegato per le politiche commerciali di Confcommercio, Enrico Postacchini le attività che hanno riaperto si aspettano di “fare all’inizio solo il 30% del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso per arrivare poi a fine anno a circa il 50%”. Entrate scaglionate, gel igienizzanti e guanti sono le misure principali che chi quotidianamente lavora a stretto contatto con il pubblico dovrà suo malgrado far proprie in questa fase di convivenza con il virus. Niente buffet, ma è consentita la prenotazione di tavoli all’aperto per chi somministra cibo e bevande. E poi, la madre di tutte le misure, che vale per tutti. Distanziamento sociale di un metro e frequente igiene delle mani. Naturalmente, chi può permetterselo, ha da subito privilegiato l’impiego all’esterno dei classici tavolini, con l’unica restrizione associata al numero di clienti presenti rispetto al numero dei posti a sedere. In caso contrario, al chiuso, la raccomandazione è di limitare gli accessi.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Michelangelo Russo