Fase 3, Bardi se ne ricorda: autosegnalazione obbligatoria per chi entra in Basilicata

POTENZA- Ordinanza a effetto ritardato. Dopo due giorni dal liberi tutti, scattata la mezzanotte tra il 2 e il 3 giugno scorso la Basilicata si ricorda dell’esistenza della cosiddetta fase tre.

Come se non fosse stata preannunciata a livello nazionale ormai da giorni. E invece l’ordinanza del presidente, Vito Bardi, la numero 26, arriva il giorno dopo rispetto la tempistica di riapertura dei confini regionali. Sempre sul pezzo. Ma anche rispetto l’attivismo di altri governatori.

Che non significa per forza imporre monitoraggi stringenti, ma semplicemente far sentire la propria voce nel dibattito nazionale, tra regioni e governo centrale. Quella di Bardi, per la verità, in questi mesi d’emergenza abbiamo faticato a sentirla. C’è chi ha richiesto lo screening dei turisti come ha fatto il governatore sardo, Solinas, Il governatore della Campania, De Luca, ha invece lanciato l’operazione «Campania Sicura» con cui ha annunciato da parte della regione una «vigilanza attiva» sul controllo degli ingressi. Qualcun altro come Emiliano ha aperto le porte ai milanesi «Milano è la seconda città della Puglia», quindi «è impensabile interrompere questo canale che ci lega». Insomma altrove, considerato l’imminente arrivo dell’estate si stanno organizzando. Da noi invece si va a rilento. Porte aperte si, ma con persiste l’auto-segnalazione e per di più dopo un gioro e mezzo di zero controlli. Come se in queste 36 ore in Basilicata non fosse arrivato nessuno. Della serie meglio tardi che mai. Ma vediamo nel dettaglio l’ordinanza.

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di Mara Risola