Fca, da ieri 6mila tute bianche tornano a varcare nuovamente i cancelli

MELFI – Distanziamento, controllo della temperatura e dpi almeno fino al 10 giugno.

Nel pieno rispetto delle regole, dalle prime ore del mattino di ieri il motore Fca si è riacceso. Seimila lavoratori hanno ripreso a pieno regime le attività all’interno dello stabilimento e delle aziende dell’indotto che insistono nella zona industriale di San Nicola di Melfi. Zainetto in spalla, tuta da lavoro e ingresso dal cancello B. E poi tutti a lavoro, distribuiti su tre turni per due linee di produzione, quella relativa alla Compass e alla Compass ibrida e quella per la 500X e la Jeep Renegade. In attesa che arrivi presto lunedì, quando usciranno dalla cassa integrazione gli altri 1.200 operai.
IL RIENTRO IN FABBRICA
Ieri è filato tutto liscio. Il comitato per la sicurezza ha raccolto pareri positivi in merito allo stato d’attuazione del protocollo.

“Sicuramente è un momento importante – commenta il segretario regionale della Uilm Marco Lomio – per due aspetti. Innanzitutto perché il 12 marzo c’è la ripresa per quasi la totalità dell’area industriale di Melfi, che deve sicuramente coincidere con l’adozione dei protocolli di sicurezza che abbiamo messo in campo a partire dal 9 aprile. Protocolli di sicurezza che in queste settimane abbiamo elaborato affinché questa giornata diventasse importante per capire poi realmente come sarebbero funzionate sul campo. E devo dire che i segnali che ci arrivano dall’interno delle fabbriche sono positivi. Quei protocolli che abbiamo istituito insieme ad Fca in primis e più in generale con tutte le aziende dell’indotto stanno funzionando. E sembra anche che il sistema trasporti, come prima giornata, sia andato in quella direzione. E’ chiaro però che è una riapertura al momento parziale perché la cassa integrazione è ancora in corso, la crisi del mercato dell’auto ci pone nelle condizioni sostanzialmente di non capire cosa succederà domani”.

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