“Fedele vessata e plagiata”, il parroco di Abriola a processo per stalking e truffa

ABRIOLA – Stalking e truffa, queste le accuse che hanno portato a processo il parroco di Abriola, don Giuseppe Pronesti (61 anni), accusato, in concorso con una parrocchiana (Teresa Larocca, 58 anni) di aver “molestato e minacciato” un’altra fedele, costretta per diversi anni ad assecondare qualsiasi loro richiesta, anche economica. In particolare i due imputati, come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio firmata nei mesi scorsi dal pm Valeria Farina Valaori “dopo aver fatto avvicinare” la parrocchiana “al guppo di preghiera parrocchiale”, “approfittando del momento di sconforto e fragilità vissuto” dalla donna “a causa della lunga malattia del marito culminata nella morte” avrebbero posto in essere una serie di condotte vessatorie.

Alla donna, infatti, sarebbe stato ripetutamente impedito “di uscire e di vedere o parlare con persone diverse da loro”, oltre che imposto di “spogliarsi di tutto come fece Cristo”. Inoltre, la vittima sarebbe stata costretta ripetutamente ad ospitare a pranzo o a cena il parroco e la parrocchiana oppure ad andare a mangiare fuori anche quando lei non voleva. In due occasioni, inoltre, la fedele sarebbe stata aggredita fisicamente dalla parrocchiana. Secondo la ricostruzione della procura, alla donna era stato assegnato un preciso codice di comportamento denominato “Regole del Vaticano”: per ogni violazione delle regole con le quali la vittima era stata convinta di essersi vincolata spiritualmente e materialmente al parroco e alla parrocchiana, era costretta a versare 300 euro. Per quanto riguarda, invece, la presunta truffa, la donna sarebbe stata “plagiata” con l’obiettivo, da parte del sacerdote e della parrocchiana, di farsi intestare due case, una per ciascuno. Le condotte contestate ai due imputati abbracciano un arco temporale molto ampio che va dal 2010 al luglio del 2018.