Festa dell’Arma, il generale Castello: “La mafia esiste in Basilicata”

POTENZA- Mentre il sonno della notte travolge tutti, loro, in due, girano di qua e di là, tra vicoli impervi o strade sconnesse, tra boschi o lingue di fango senza anima. Vanno alla ricerca di uomini o donne che non sono rientrati nella propria abitazione. Chiedono, interrogano, mostrano immagini più o meno sbiadite dal tempo. Il loro desiderio è quello di rientrare in caserma in compagnia di una persona che, per un motivo o per un altro, aveva fatto perdere le proprie tracce. I silenziosi eroi non hanno un volto. Solo una divisa, che subito richiama alla mente la fedeltà nei secoli verso le istituzioni democratiche. I carabinieri rappresentano anche in Basilicata lo Stato, la legalità, la chiave delle relazioni sociali improntate alle leggi, alle norme, ai regolamenti. In quasi tutti i centri vivono e operano nelle 104 Stazioni, alle quali ora si aggiungono le 57 della specialità Forestale. Sono a contatto diretto con i lucani per difenderli, proteggerli, aiutarli: “Sarebbe riduttivo ingabbiare in aride cifre il lavoro e il sacrificio dei carabinieri delle stazioni e dei loro comandanti, perchè non è possibile tradurre in statistiche una notte passata a rintracciare una persona scomparsa o smarritasi nei boschi o a soccorrere le persone rimaste isolate nella neve, bisognose di medicinali e viveri o a comporre un dissidio familiare o una lite condominiale”.

 

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