17 Sep 2019
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Festa di Avvenire, Mons. Orofino: “Classe dirigente lucana impreparata”

MELFI – Poche persone possono dire di conoscere il cuore della Basilicata come monsignor Vincenzo Carmine Orofino: è nato a San Severino Lucano, nella Diocesi di Tursi- Lagonegro, diocesi della quale, dal 2016, è il vescovo. Un sacerdote e un pastore che ha sempre operato tra la gente della sua terra, della quale conosce potenzialità e limiti, ma a livello nazionale monsignor Orofino è anche segretario della Commissione Episcopale per il Servizio della Carità e la Pastorale della Salute ed è membro della Presidenza della Caritas Italiana. A lui abbiamo chiesto cosa resta della Festa di Avvenire in Lucania, promossa dalla Conferenza Episcopale della Basilicata, dall’Associazione Giovane Europa e dal quotidiano dei vescovi.
Eccellenza, qual è lascito di una settimana di incontri su temi importanti, discussi da tante personalità autorevoli?
“La Festa di Avvenire ha lasciato aperta una sfida culturale, che è ciò che serve alla Basilicata. E intendo per cultura un criterio esistenziale e di giudizio sulla realtà che parta dalla fede. La Festa ha contribuito a far conoscere, dentro il contesto lucano, questo criterio di giudizio che ha un uomo plasmato dalla fede. E sono convinto che è quello che oggi serve non solo alla nostra regione, ma al mondo intero, perché viviamo in un contesto globale determinato da improvvisazioni più o meno egocentriche. In particolare in Italia, dove siamo in balia di decisioni approssimative e estemporanee, occorre ricostruire l’umano. L’ambizione di noi cristiani è quella di plasmare uomini e donne nuovi capaci di diventare protagonisti di uno sviluppo integrale della mostra terra e su questo la Festa di Avvenire è stata un’occasione di dialogo importante”.

 

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Roberto Rotondo