Fiat, se ne va Cesare Romiti: l’uomo del miracolo Melfi

MELFI- Si è spento all’età di 97 anni la notte scorsa Cesare Romiti.

Una figura molto stimata in Italia e in Basilicata, in particolare, per via di quell’intuizione che a distanza di oltre 25 anni si è rivelata vincente. Manager di lungo corso della Fiat, nel maggio del 1991 arrivò in elicottero a Melfi per porre le basi per la costruzione dello stabilimento di San Nicola.

La posa della prima pietra darà il via a quel percorso occupazionale e di sviluppo trainato da quel marchio che porterà la Basilicata nel mondo. Atterrato sull’allora polveroso manto di terra battuta dello stadio comunale, comunicò la lieta notizia al sindaco federiciano Tommaso Bufano. Un progetto presentato agli amministratori del Vulture insieme al ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno Mennino che in meno di tre anni divenne realtà. “Sarà uno degli stabilimenti più moderni del mondo, di altissima tecnologia, qualità e bassi costi” riferì a istituzioni e cronisti giunti nell’ex sede municipale e nel tardo pomeriggio nella zona industriale per apprendere i dettagli di quel progetto. Parole riecheggiate ancora oggi al di là dei cancelli, in occasione delle celebrazioni del venticinquesimo anno di attività. Nelle vesti di amministratore delegato ha quindi portato l’azienda di Torino ai vertici del mercato europeo, anche grazie a quel miracolo “Melfi”, rimasto purtroppo, come commenterà negli anni della presidenza, uno dei rari processi di industrializzazione compiuti nel Mezzogiorno con l’aiuto dello Stato. Celebre la sua frase consegnata alla stampa nel 1998: “Nuove Melfi non ce ne saranno più”.

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