Giallo a Potenza: trovato morto in casa, la procura ordina la riesumazione. Si indaga nel mondo della droga

POTENZA – E’ avvolta nel mistero la morte di Vito Vaccaro, 43 anni, trovato senza vita all’interno di un appartamento a Potenza lo scorso 18 luglio in circostanze da chiarire. E, ieri mattina, su ordine del procuratore Francesco Curcio che ha firmato l’apposito decreto di disseppellimento, a pochi giorni di distanza dalle esequie dell’uomo, si è proceduto all’esumazione straordinaria della salma presso il cimitero Giovanni Paolo II di Potenza. Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile di Potenza che una decina di giorni fa era intervenuta all’interno dell’appartamento dove era stato ritrovato il corpo senza vita del 43enne: i primi accertamenti del medico legale avevano già individuato nell’assunzione di sostanze stupefacenti la possibile causa del decesso ma la salma non era stata posta sotto sequestro per l’esecuzione dell’autopsia.

Provvedimento, invece, disposto lo scorso 26 luglio dalla procura di Potenza sulla base di nuovi elementi investigativi. E, al momento, l’ipotesi di reato alla quale lavorano gli inquirenti è quella di morte come conseguenza di altro delitto. E’ presumibile, quindi, che gli inquirenti abbiano raccolto una serie di elementi che facciano pensare al coinvolgimento di una o più persone nelle circostanze che hanno portato al decesso di Vaccaro. L’autopsia servirà a chiarire l’esatta causa del decesso: potrebbe essersi trattato di overdose, ma anche di una partita di droga tagliata male. Il nome della vittima non è nuovo alle cronache giudiziarie: Vito Vaccaro nel 1999 si era reso protagonista, insieme ad un amico, dell’omicidio di Carolina D’Araio, 56 anni, la sua insegnante delle scuole medie. Delitto per il quale era stato condannato a 21 anni di reclusione. L’altro giovane fu condannato a 18 anni e raccontò di essere fuggito spaventato da quella casa: si tolse la vita nel 2008, all’età di 30 anni, nei boschi tra Massa e Carrara, durante un permesso di semilibertà.