Giovani, messaggio di speranza di don Cozzi: “Non arrendetevi”

POTENZA – Una rinascita economica, politica e culturale che possa sollevare una regione in continuo fermento; una terra che nel corso del 2019 ha attraversato molteplici contraddizioni e momenti di fragilità.

Questo l’augurio di Natale di don Marcello Cozzi – presidente di Libera Basilicata – alla sua regione. Una regione per la quale si è sempre battuto con ardore. Per rinascere, tuttavia, i lucani hanno bisogno non solo della collaborazione della politica, ma anche di prendere popolo meraviglioso, di non perdere la speranza e di rimboccarsi le maniche per arrivare ad una rinascita economica, politica e culturale e lasciarsi alle spalle tutti i momenti di fragilità che la Basilicata ha attraversato nel corso dell’anno. ”L’augurio che faccio ai lucani – ha auspicato don Marcello – è quello di avere la capacità di far rinascere continuamente la vita anche dalle situazioni impossibili. È quello di poter ripartire dai sottofondi della società, perché è lì che si possono ritrovare continui germi di speranza. Ma, coscienza di essere un popolo meraviglioso e di credere nelle nuove generazioni. ”La Basilicata dal nostro osservato rio è una regione in continuo fermento, che ha però anche tantissime contraddizioni – ha dichiarato don Marcello – . Non posso non ricordare quelli che stanno andando via, i tanti ragazzi che stanno abbandonando questa nostra regione perché non c’è lavoro. Non possiamo dimenticare questo problema di un lavoro che manca e di una situazione di precarietà. La situazione economica e sociale è tale che tante famiglie non ce la fanno, sono sovraindebitate fino al collo. C’è inoltre anche un problema di fermento malavitoso – ha continuato -. Un fermento che non si può dire stia ritornando, ma piuttosto che non sia mai andato via, continua ad esserci. Dopo le grandi inchieste giudiziarie degli anni passati c’è ancora fuoco che continua a covare sotto la cenere del malaffare in Basilicata”. Secondo don Marcello Cozzi quello che sta per giungere al termine è stato un anno intenso per la Basilicata, non solo in senso negativo, per le ultime inchieste fatte nella nostra regione, ma anche per il titolo di Capitale Europea della Cultura che ha portato la Città dei Sassi. Proprio sotto il segno della cultura secondo lui possiamo rinascere: cultura anche della legalità, dell’accoglienza, della cittadinanza attiva e della responsabilità. E possiamo farlo con la collaborazione della politica e dei giovani.

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di Isabella D’Andrea