Giustizia, nei tribunali lucani obiettivi del Pnrr ancora lontani: pronti dieci giudici a distanza

POTENZA – Cinquecento magistrati applicati a distanza, su base volontaria, per consentire ai 48 tribunali italiani in ritardo sul fronte degli obiettivi del Pnrr di provare a risalire la china nel settore civile. E’ atteso per oggi pomeriggio il via libera del plenum del Csm ai criteri e alle modalità di attuazione del decreto legge, entrato in vigore lo scorso 9 agosto, con il quale il governo ha deciso di intervenire per permettere ai palazzi di giustizia che presentano le maggiori criticità sul numero di pendenze e sulla durata media dei processi di migliorare le proprie performance e centrare gli ambiziosi traguardi fissati dal Pnrr che prevedono (entro il 30 giugno 2026) una riduzione del 90% del numero dei procedimenti civili pendenti iscritti tra il 2018 e il 2022 e una riduzione della durata del 40% del Disposition Time (parametro che misura il tempo medio prevedibile di definizione dei procedimenti) rispetto al 2019. Provvedimento d’urgenza adottato dopo che il monitoraggio al 30 giugno scorso ha restituito numeri poco incoraggianti. E il distretto di Potenza è tra quelli che presentano le criticità maggiori, essendo stato inserito nella fascia rossa di “attenzione” insieme alle sedi di Taranto, Palermo, Catanzaro, Roma, Reggio Calabria, Campobasso, Napoli, Salerno e Torino.

Nel distretto lucano il target Pnrr sul fronte pendenze è ancora decisamente lontano (siamo al -54%) con un disposition time medio (riguardante nell’insieme i tribunali di Potenza, Matera e Lagonegro) di 610 giorni, in riduzione di appena il 14% rispetto al 40 fissato dal Pnrr. Sempre Potenza, insieme a Catanzaro e Palermo, secondo il monitoraggio, “registra anche un elevato numero di pendenze in termini assoluti o in rapporto al numero complessivo di magistrati presenti, sicché – con la separata delibera con cui verrà pubblicato il bando di trasferimento, potrà eventualmente valutarsi la destinazione di più di una unità”. I 500 giudici chiamati a fare gli straordinari dovranno definire almeno 50 procedimenti civili ciascuno per raggiungere un numero di 25mila sentenze, capace di incidere sul raggiungimento degli obiettivi del Pnrr entro il 30 giugno del 2026. Ai tre tribunali lucani (in attesa di novità positive sulla possibile riapertura del palazzo di giustizia di Melfi, ormai sempre meno probabile) saranno assegnati complessivamente dieci giudici, sette a Potenza, uno a Matera e due a Lagonegro. Quest’ultimo è il palazzo di giustizia con le performance peggiori, con il nono disposition time più alto d’Italia a quota 720 giorni. Due gradini più in basso troviamo Potenza con 685 giorni, mentre Matera va più veloce si piazza al 34° posto tra i 48 tribunali in difficoltà, con un tempo medio di definizione dei procedimenti di 499 giorni. Nello scorso mese di maggio, a margine della cerimonia ufficiale di insediamento, la presidente della Corte d’Appello di Potenza, Gabriella Reillo, aveva lanciato l’allarme proprio sulle carenze di organico che rischiavano di trasformare la sfida del Pnrr in una “corsa ad ostacoli”. Ora però la corsa, a meno di trecento giorni dalla dead line fissata dall’Europa, diventa anche e soprattutto contro il tempo.