Governo Bardi, alla fine vince Cupparo. Passano i suoi “avvisi” e Lega all’angolo

POTENZA- Una prova di forza. Cupparo non è tornato indietro. Anzi, ieri mattina, è rimasto nella sua Francavilla ad attendere gli eventi.

A capire, insomma, quello che sarebbe accuduto in giunta in sua assenza. Pronto a qualsiasi decisione. Perché il lavoro di queste settimane, insieme alla Task-force appositamente costituita – come ha più volte sottolineato a chi gli è vicino -, e su delega dello stesso presidente Bardi, non poteva essere buttato via. Una questione di rispetto. E anche di risposte da dare a tutte le categorie incontrate una a una in questi giorni.

E così, di fronte alla Lega che pure avrebbe voluto che si rimettesse mano a quelle misure, perché 53 milioni di euro da distribuire fanno “politicamente” gola e perché, dunque, metterci il “cappello” è questione di sostanza, anche elettorale, la rottura è stata davvero a un passo. E sarebbe stato uno strappo che avrebbe minato la tenuta stessa della maggioranza. Motivo per il quale ieri mattina, in giunta, a passare, seppure in sua assenza, sono stati proprio i provvedimenti messi nero su bianco da Cupparo. Per tutti i 53 milioni di euro ancora da investire. Il voto è stato unanime, compresi i due assessori leghisti Fanelli e Merra. Con la Lega, dunque, che ha dovuto fare un passo indietro. E con Bardi che ha difeso a spada l’assessore alle Attività produttive.

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