Governo Bardi, Basilicata Positiva delusa: “Sistema di soldatini e riciclati”

POTENZA – Nella figura integra del generale si erano riconosciuti per dare voce ad un “programma preciso, deciso e di rottura con i modi e le gestioni del passato, ritenendo in tal senso naturale individuare una persona che potesse catalizzare, partendo dal puro civismo, le attenzioni di quanti avevano riconosciuto come priorità inderogabili il rinnovamento, la meritocrazia e il definitivo allontanamento dai deleteri metodi del passato”.

Con queste parole Roberto Robilotta, coordinatore regionale di Basilicata Positiva, prende le distanze dal primo anno di governo Bardi. “Fummo i primi a lanciare la sua candidatura e a sostenerlo sin dal principio, quando a conoscerlo erano davvero in pochi ed erano invece in molti ad osteggiarlo e a schernirlo, schierandoci lealmente al suo fianco e costretti a fronteggiare la dura ostilità e i continui attacchi degli avversari e persino degli alleati, ritenendo le possibili alternative nettamente peggiori e per questo del tutto inadeguate e impraticabili, ma non avremmo mai potuto immaginare che si sarebbe trasformata in un’esperienza così deludente e negativa”.

Basilicata Positiva, alla fine, incamerò il 4% delle preferenze. Il “partito di riferimento del Presidente” fu dunque accolto con favore, condivisione di idee e speranza da parte dell’opinione pubblica sino all’insediamento al Palazzo di via Verrastro”, ma “con il passare dei giorni poi, a ridosso dell’imminente vittoria e proprio quando si sarebbero dovuti raccogliere legittimamente i frutti di tanto lavoro, dando finalmente inizio all’ambito cambiamento, la situazione è inspiegabilmente precipitata e il garbo e le buone maniere del presidente si sono rivelate manchevoli e fuorvianti essendo esse riconducibili essenzialmente ad una serie di inutili ritualità”.

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