Il Pd lucano ha ritrovato se stesso, e Chiorazzo risponde con un altro bagno di folla

Il Pd lucano ha ritrovato se stesso attorno alla figura di Angelo Chiorazzo, che risponde con un altro bagno di folla a Terranova di Pollino

POTENZA- Il Pd lucano è tornato. E ha ritrovato il suo orgoglio. Attorno ad Angelo Chiorazzo.
Non è stata una direzione regionale qualsiasi quella di sabato a Potenza. Non lo è stata, per tanti motivi.

La direzione dem fino a tarda notte, con documento approvato all'unanimità: "Chiorazzo è il miglior candidato possibile"
La direzione dem fino a tarda notte, con documento approvato all’unanimità che attesta la fiducia del Pd lucano al candidato di Basilicata Casa Comune: “Chiorazzo è il miglior candidato possibile”

Il primo, è il punto fermo che i dem hanno voluto mettere, indicando in Angelo Chiorazzo il candidato alla presidenza della Regione. Un nome sul quale la direzione ha dato mandato al segretario regionale Lettieri di continuare il confronto con le altre forze del centrosinistra. Ma sul quale i democratici hanno anche messo le cose in chiaro: non si torna indietro. E lo hanno fatto con una forza, un orgoglio e una determinazione che non si vedevano da tempo.

E qui, dunque, arriviamo al secondo motivo che ha reso la direzione di sabato non un momento qualsiasi. Perché per la prima volta, dopo anni, gli esponenti del Pd lucano hanno dato l’impressione di voler riprendere in mano il proprio destino e quello di questa regione. E così un audio “rubato” all’assemblea, che ieri qualcuno ha voluto iniziare a far circolare immaginando chissà quali effetti, si è rivelato in realtà il migliore “spot” di questo che potrebbe essere un nuovo inizio.

Perché è proprio in quella concitazione che sabato sera, quando ormai era notte inoltrata, si è ritrovato il vero Pd.

L'incontro di Angelo Chiorazzo a Terranova di Pollino. Alla fiducia accordatagli dal Pd lucano, Chiorazzo ha risposto con un nuovo bagno di folla.
L’incontro di Angelo Chiorazzo a Terranova di Pollino. Alla fiducia accordatagli dal Pd lucano, Chiorazzo ha risposto con un nuovo bagno di folla.

Al di là delle posizione della minoranza del partito che, tra l’altro, oggi predica unità, quando in realtà da mesi è regista di divisioni funzionali al proprio disegno. E non guarda il germoglio che potrebbe ridare vita a tutto il partito. Nessuno escluso. E d’altronde, alla fiducia arrivata dalla direzione del Pd, ieri pomeriggio Chiorazzo ha risposto con un nuovo bagno di folla a Terranova di Pollino, dove la sala che ha ospitato l’incontro promosso da Basilicata casa comune, non è riuscita a contenere le centinaia di cittadini arrivati per ascoltare e testimoniare vicinanza ad Angelo Chiorazzo.

La migliore dimostrazione, giorno dopo giorno, di cosa sia una candidatura davvero nata dal basso e sentita dalla gente comune. Altro che padrini politici e il tanto fango arrivato da alcuni professionisti della menzogna.

Questa che si apre oggi, dunque, è la settimana cruciale per chiudere le alleanze con gli altri partiti e movimenti che vorranno sconfiggere Bardi.

A iniziare dal rapporto con i 5 stelle. E in tutto questo si inserisce anche Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva lancia infatti un affondo contro un’eventuale candidatura di Roberto Speranza, l’ipotesi che dal nazionale qualcuno vorrebbe invece mettere in campo per superare le attuali divisioni tra Pd e M5s. Il diretto interessato ha sempre respinto l’ipotesi. Ma il nome dell’ex ministro, come soluzione in grado di aggregare Giuseppe Conte e i 5 Stelle, continua a circolare. “Tra il rettore D’Amico e il Marsilio già tesoriere di Fdi – ha però messo in guardia ieri Renzi in un’intervista al Corriere – non ho dubbi: voterei D’Amico tutta la vita. Ma se in Basilicata la sfida è tra il generale Bardi e l’ex ministro Speranza, staremo convinti dalla parte di Bardi. Scegliamo le persone, non le formule politiche”.

Una dichiarazione che, però, non è una chiusura a Chiorazzo. Rispetto al quale Iv ha già da tempo indicato una possibile disponibilità ad appoggiarne la corsa al contrario invece dello sbarramento arrivato ieri rispetto alle dinamiche nazionali di Conte e Schlein che nulla hanno a che vedere con la Basilicata e il suo futuro. Dinamiche rispetto alle quali, il Pd lucano sabato sera ha battuto un colpo.

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