Il punto di vista di Nino Grasso – Bonus acqua per i lucani, l’ennesimo annuncio farlocco della giunta Bardi

Il punto di vista di Nino Grasso

di Nino Grasso

Mistificazione allo stato puro. Sin dal titolo della notizia pubblicata sul sito della Regione Basilicata alle ore 17,56 dello scorso 30 novembre: «Giunta approva delibera per abbattere bollette dell’acqua ai lucani». Non è vero! E’ un falso clamoroso, come testimoniano gli atti ufficiali che pubblichiamo a beneficio di quanti si vorranno prendere la briga di leggerli, e non ci vuole molto.

L'annuncio della giunta Bardi sul bonus acqua per i lucani. La delibera di giunta in oggetto varata dal presidente Bardi e dagli assessori Fanelli, Galella, Casino, Sileo e Latronico riguarda l’attuazione dell’accordo di sviluppo sottoscritto con Eni e Shell a giugno del 2022.
L’annuncio della giunta Bardi sul bonus acqua per i lucani. La delibera di giunta in oggetto varata dal presidente Bardi e dagli assessori Fanelli, Galella, Casino, Sileo e Latronico riguarda l’attuazione dell’accordo di sviluppo sottoscritto con Eni e Shell a giugno del 2022.

La delibera di giunta n. 826 varata dal presidente Bardi e dagli assessori Fanelli, Galella, Casino, Sileo e Latronico nell’ultima seduta del mese scorso – contrariamente a quanto contrabbandato surrettiziamente dall’ufficio stampa della giunta regionale – riguarda l’attuazione dell’accordo di sviluppo sottoscritto con Eni e Shell a giugno del 2022. E nell’ambito di questo accordo le due multinazionali del petrolio si sono limitate ad illustrare ai componenti del cosiddetto «tavolo tecnico permanente» (il cui verbale è stato acquisito come parte integrante della Dgr del 30 novembre 2023) una proposta progettuale, tutta ancora da definire, a partire dalla somma da investire, per la «sostenibilità del settore idrico» attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili.

Altro che abbattimento immediato della bolletta dell’acqua.

Nella migliore delle ipotesi stiamo parlando di eventuali risparmi dei costi energetici di cui beneficerà tra due o tre anni Acquedotto Lucano che potrà in tal modo utilizzare quei fondi (al momento non quantificabili) per venire incontro alle fasce più deboli dei propri utenti.

Per essere chiari. I vertici di Eni e Shell si sono impegnati a realizzare tre impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 50 megawatt su altrettante aree della Regione. Quali? Non si sa. Di proprietà dell’Ente? Forse. Anche questo non è stato specificato. Così come è «in corso di definizione» la gestione degli impianti medesimi con relativa fornitura di energia.

E non è finita. Perché non si sa chi realizzerà il progetto. Probabilmente «una o più società controllate da Eni». Ma non è escluso che possano essere coinvolte aziende terze. Tempi di realizzazione: «da definire». Budget: ignoto. «Si prevede – così è scritto in uno degli allegati della delibera di giunta – un contributo, in fase di definizione, a valere sull’importo disponibile per i progetti di sviluppo realizzati dai contitolari previsti dall’accordo progetti di sviluppo».

Infine, la governance dell’intera operazione. Da quel che si legge, «i soggetti coinvolti nell’iniziativa sono Eni e/o una o più società controllate o soggetto terzo, Shell (in relazione alla realizzazione degli impianti), Regione Basilicata e Acquedotto Lucano Spa». E a tal proposito, «si prevede la sottoscrizione di accordi per regolamentare l’impegno e i ruoli nel progetto».

Insomma, tutto è ancora in alto mare.

E ciò nonostante, l’ufficio stampa della giunta regionale, guidato dal napoletano Gianmario Mariniello – con una forzatura deontologicamente poco corretta, che di certo non sfuggirà all’Ordine regionale dei giornalisti di Basilicata – si è inventato di sana pianta titolo e contenuti inesistenti di una notizia con la quale è stata stravolta la realtà dei fatti, tradendo il rapporto di lealtà che i giornalisti (anche quelli al servizio degli enti pubblici) devono avere con i lettori.

Ripetiamo. Carte alla mano, non corrisponde al vero che la giunta Bardi abbia approvato la delibera «per abbattere la bolletta dell’acqua» e che tale misura verrà incontro – come scritto nella nota ufficiale della Regione Basilicata – a circa 70 mila famiglie con Isee fino a 30 mila euro. Negli atti approvati tutto ciò non è riportato da nessuna parte. E né poteva essere scritto. Perché, tra l’altro, gli enti deputati a pronunciarsi sulla riduzione delle tariffe del servizio idrico integrato sono due: l’Egrib, in Basilicata. E l’Arera, a livello nazionale. Due “sigle” che la giunta Bardi nella Dgr dello scorso 30 novembre si è guardata bene dal citare, a ulteriore riprova della assoluta inconsistenza di un annuncio propagandistico che affonda le radici nel disperato tentativo dell’attuale presidente della Regione di essere ricandidato alla guida della coalizione di centrodestra in occasione delle elezioni dell’anno prossimo.

Non a caso, all’indomani della notizia gonfiata, diffusa dai canali istituzionali del governo lucano, la ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati, che è anche coordinatrice regionale dell’unico partito (Forza Italia) impegnato a sostenere il Bardi-bis, ha scritto un “post” che merita di essere segnalato come la balla di Stato del 2023. «Acqua gratis per i lucani». Tutti, nessuno escluso. Perché evidentemente così hanno raccontato all’esponente del governo Meloni.

Acqua gratis per i lucani: l'annuncio farlocco della giunta Bardi firmato da Elisabetta Casellati
Acqua gratis per i lucani: l’annuncio farlocco sul bonus acqua della giunta Bardi firmato da Elisabetta Casellati.

La quale – mettendoci la faccia, accanto ad un sorridente generale Bardi, in una foto di ordinanza, con la bandiera della Regione sullo sfondo – si è spinta ad annunciare «uno straordinario provvedimento a sostegno di famiglie e imprese», quale regalo di Natale per i lucani.

Altra bugia, imbellettata di menzogna, a firma di Elisabetta Casellati.

Una affermazione ardita di cui – ci auguriamo – vorranno chiedere conto in Parlamento gli onorevoli lucani (o eletti in Basilicata nelle file dell’opposizione) Enzo Amendola e Roberto Speranza del Pd e Arnaldo Lomuti del Movimento 5 Stelle. Altrettanto – ci piace credere – faranno i consiglieri regionali di minoranza. Se mai chiedendo una convocazione urgente della Seconda Commissione presieduta dal renziano Luca Braia nella quale «audire» il presidente della Giunta e i suoi collaboratori (a partire dal capo ufficio stampa), i vertici di Eni e Shell. E a seguire gli amministratori di Egrib e Acquedotto Lucano: Canio Santarsiero e Alfonso Metello Francesco Andretta.

In quest’ultimo caso, si potrebbe chiedere conto al referente di AL Spa dei risparmi economici ottenuti dai dieci impianti di energia rinnovabile realizzati grazie ad un finanziamento di 5 milioni e mezzo di euro assegnato ad Acquedotto Lucano negli anni in cui la gestione di Acquedotto Lucano era affidata al compianto Michele Vita, prima, e a Giandomenico Marchese, poi. Da quel che si legge nel bilancio sociale di AL del 2020 (l’ultimo consultabile, perché altri non ne sono stati prodotti durante l’attuale gestione Andretta) i risparmi ottenuti sono stati di soli 800 mila euro all’anno. A fronte, ripetiamo, di un investimento di 5,5 milioni di euro.

Questo per dire che le promesse farlocche del generale Bardi e dei suoi assessori vanno prese per quelle che sono. Annunci propagandistici, fatti a pochi mesi dalle elezioni, sperando di conquistare qualche voto in più. Pure a costo di mettere sotto i piedi la credibilità delle Istituzioni.

Di seguito alcuni stralci del Progetto di sviluppo Energie rinnovabili per la sostenibilità del settore idrico lucano. Documento al quale fa riferimento l’annuncio della giunta Bardi sul bonus acqua per i lucani. Maggiori dettagli sulla Nuova del Sud di oggi, disponibile in cartaceo e in edizione digitale.

Il Progetto di sviluppo Energie rinnovabili per la sostenibilità del settore idrico lucano sottoscritto con Eni e Shell a giugno 2022
Il Progetto di sviluppo Energie rinnovabili per la sostenibilità del settore idrico lucano sottoscritto con Eni e Shell a giugno 2022

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