Il punto di vista di Nino Grasso – La gara sui trasporti da un miliardo di euro che non piace al “Cotrab” e che Bardi vuol far revocare

Il punto di vista di Nino Grasso
La giunta Bardi sta tentando di bloccare una gara di appalto che non piace alla Cotrab, del valore di oltre un miliardo di euro.
La giunta Bardi sta tentando di bloccare una gara di appalto che non piace alla Cotrab, del valore di oltre un miliardo di euro.

di Nino Grasso

Violando platealmente la ratio della legge che, a comizi elettorali già convocati, come nel caso della Regione Basilicata, impone agli organi di governo uscenti di adottare solo atti amministrativi <urgenti e indifferibili>, il presidente Bardi e gli assessori Fanelli, Latronico, Galella, Casino e Sileo stanno tentando in queste ore di bloccare una gara di appalto in corso che non piace agli attuali gestori del servizio, del valore di oltre un miliardo di euro. In ciò mossi da un unico intento: porre in essere una chiara, ed illegittima, azione di <captatio benevolentiae> nei confronti del “Cotrab”: il Consorzio che al momento in Basilicata garantisce il trasporto pubblico locale grazie ad una trentina di aziende associate, con poco meno di un migliaio di lavoratori alle proprie dipendenze.

Come dire: un bacino elettorale tutt’altro che trascurabile. Al quale, del resto, in questa legislatura, il generale Bardi ha sempre riservato un occhio di riguardo per il tramite del proprio consulente giuridico, l’avv. Vito Iorio del foro di Roma. Il legale tuttofare. Collezionista di incarichi: ben sei in soli quattro mesi, come riferito ieri l’altro da questo giornale.

Collaboratore esterno dell’Unità di missione Pnrr, a stipendio fisso. Mediatore per conto della Regione Basilicata nelle transazioni più delicate, come quella che nei mesi passati ha avuto, appunto, il “Cotrab” come controparte.

La stessa controparte che, ad accordo raggiunto, ha poi pagato anche la parcella dell’avvocato della Regione: 70 mila euro. Senza dire che – com’è noto – la transazione in oggetto si è chiusa all’epoca con un esborso di ben 11 milioni di euro a carico delle casse regionali, a fronte di una spesa che i competenti uffici delle Province di Potenza e Matera, deputati a gestire la materia trasporti su delega del massimo ente locale, avevano quantificato in non più di 700 mila euro.

Non a caso, quando si è trattato di mettere la firma sotto gli atti amministrativi che hanno autorizzato la banca tesoriera della Regione ad emettere i mandati in favore del Consorzio, c’è stato il fuggi fuggi generale da parte del Dg delle Infrastrutture e Mobilità, oltre che dello stesso dirigente del competente ufficio regionale Trasporti.

Risultato: ancora una volta è toccato al “coraggioso” braccio destro di Bardi, il fido colonnello Busciolano, nella sua veste di capo di gabinetto del presidente, esporre il petto alle possibili, future “pallottole” della magistratura contabile, e non solo, quando – come è prevedibile – nelle stanze delle varie Procure si cominceranno a mettere in fila un po’ di atti amministrativi a dir poco discutibili.

In questo clima di generale compiacenza nei confronti di un settore ad elevato tasso di consensi, non meraviglia che la giunta regionale – come ricordato all’inizio – abbia approvato, nella seduta dello scorso 7 marzo, la delibera n. 168, con la quale, in sostanza, è stato chiesto alla Direzione generale della “Suarb”, la Stazione unica appaltante della Regione Basilicata, di procedere in <autotutela> alla sospensione della gara per l’aggiudicazione dei cinque lotti del trasporto su gomma, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 13 novembre 2023.

Piccolo inciso: in genere la pubblica amministrazione ricorre all’autotutela quando si accorge di aver sbagliato. O quando si è in presenza di una palese ingiustizia, commessa a danno di qualcuno.

In questo caso, invece, la vera ingiustizia la si vuole commettere a danno degli utenti del trasporto pubblico locale, che – come più volte auspicato dalla stessa Autorità nazionale di regolazione dei trasporti – avrebbero diritto ad un servizio migliore, al momento non garantito da una cristallizzata posizione di monopolio del “Cotrab”.

A sua volta condizionato, al proprio interno, dal peso determinante di un grande azionista di riferimento: la Sita. Col risultato che la Basilicata è una delle poche regioni nella quale le gare non si fanno, pur in presenza, da ben quattro anni, di un <piano di bacino> approvato dal Consiglio regionale articolato in cinque lotti, coincidenti con le due province, i due capoluoghi e le linee extra-regionali di Napoli e Bari. Lotti che oggi si vorrebbero ridurre a uno soltanto, con la scusa del Covid, buttata lì ogni volta che c’è da giustificare una qualsiasi modifica non contemplata dal buon senso e dal rispetto delle regole.

Salvo dimenticare che quegli stessi partiti di centrodestra che dopo quattro anni reclamano il lotto unico in nome di un presunto interesse pubblico sin qui dimenticato, sono gli stessi che nel 2020 costrinsero l’allora assessore Merra ad abbandonare l’idea di un piano di bacino di dimensione regionale, per parcellizzare il servizio su scala provinciale e comunale.

La verità è che alla vigilia del voto del 21 e 22 aprile prossimi la giunta Bardi, e la sua maggioranza, non vogliono disturbare il manovratore con gare che, alterando gli equilibri esistenti, farebbero emergere sprechi enormi.

Per esempio, non s’è mai capito perché le aziende lucane che assicurano il trasporto pubblico locale vengano remunerate dalla Regione sulla base di un contributo di 1,85 euro al chilometro, mentre Fal e Ferrovie dello Stato, per i servizi sostitutivi su gomma, ricevono più del doppio, sfiorando i 4 euro a km. I bus sono gli stessi. I consumi anche. Ma la remunerazione è diversa. Perché? Poi accade che Trenitalia (guadagnandoci sopra) trasferisca il servizio alla “controllata” Bus-Italia. E quest’ultima, dopo aver a sua volta fatto la cresta, affidi il servizio in subappalto ai “padroncini” locali ad un prezzo base addirittura inferiore a 1,85 euro a km.

Che è quello garantito al “Cotrab”.

Così da alimentare legittimi sospetti su una serie di numeri gonfiati. E in tutto questo la giunta presieduta dal generale Bardi anziché procedere a passo di carica con le nuove gare, peraltro già pubblicate, s’è fatta forte di una <mozione> approvata a febbraio da 10 consiglieri regionali su 21 per chiedere alla “Suarb” di fare marcia indietro, in nome di un inesistente principio di <autotutela>. Dimenticavamo: il primo firmatario della mozione approvata a febbraio scorso dal Consiglio regionale è il forzista Gerardo Bellettieri: l’ex assessore comunale ai Trasporti del Comune di Potenza che porta sulla coscienza lo spreco delle decine di “paline” installate, ma mai entrate in funzione, al servizio dei bus urbani del capoluogo. E abbiamo detto tutto.

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