Il punto di vista di Nino Grasso – Regione, i falsi annunci da inizio anno del generale Bardi in fuga dai giornalisti

Il punto di vista di Nino Grasso
Una bolletta di 881,41 euro a fronte di un consumo di 234 metri cubi di gas metano emessa da Plenitude ad un cittadino di Potenza, a riprova dei falsi annunci del presidente Bardi
La bolletta di un cittadino di Potenza, a riprova dei falsi annunci del presidente Bardi

di Nino Grasso

Niente da fare. Anche questa volta il generale Bardi non se l’è sentita di affrontare la pattuglia più o meno numerosa di giornalisti lucani schierata in sala Verrastro, in quella che per oltre mezzo secolo, prima del suo arrivo, è stata la tradizionale conferenza stampa di fine anno. Un appuntamento di rito. Quasi doveroso. Che mai nessun presidente della Regione Basilicata ha disertato, o peggio ancora snobbato, come Vito Bardi ha sempre fatto da quando si è insediato, pur trattandosi di un atto di rispetto nei confronti dell’opinione pubblica e dei mezzi di informazione che ne sono il tramite.

Non a caso quando questi incontri non erano ancora stati messi al bando, c’è sempre stato, prima del botta e risposta con i cronisti, uno spazio riservato ai saluti di rito da parte dei presidenti dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Associazione della stampa. Così come del resto avviene, in analoghe circostanze, in tutti gli altri consessi istituzionali. A partire da quelli che coinvolgono le più alte cariche dello Stato e del governo nazionale.

Tra l’altro, nell’ultimo anno della legislatura regionale che sta per concludersi, quella del 2023 doveva essere per il governatore e i suoi assessori un’occasione speciale per tracciare un bilancio di fine mandato.

Senza sottrarsi alle domande più o meno scomode dei giornalisti accreditati. In ciò seguendo le orme tracciate da Vincenzo Verrastro, secondo una rigorosa tradizione fatta propria successivamente anche dai suoi successori alla guida dell’Ente: Carmelo Azzarà, Gaetano Michetti, Tonio Boccia, Raffaele Dinardo, Filippo Bubbico, Vito De Filippo e Marcello Pittella. Tutti – nessuno escluso – aperti ad un confronto schietto col mondo dell’informazione. Un confronto a volte anche aspro, frutto di un faccia a faccia consumato senza reti protettive, che nell’ultimo decennio è stato offerto in diretta ai lucani sui canali ufficiali della Regione, prima ancora che sulle reti social.

Prendiamo atto che, anche da questo punto di vista, il modus operandi del generale Bardi ha segnato una «discontinuità» tutt’altro che encomiabile con il passato. Mai nessun dibattito degno di questo nome, non solo con la stampa, ma anche con i consiglieri regionali. In particolare con quelli di opposizione. I quali invano, negli ultimi cinque anni, lo hanno «tallonato» durante le sedute del parlamentino lucano, alle quali, vista l’esiguità della propria maggioranza, il presidente della giunta (dovendo votare) non poteva mancare. La regola osservata in queste occasioni da Vito Bardi è sempre stata quella di far finta di niente. Provocazioni tante. Repliche zero. Con buona pace della dignità personale del massimo rappresentate della più alta istituzione democratica lucana, messa a repentaglio dalle punzecchiature verbali provenienti a mo’ di sfottò dai banchi dell’aula Dinardo.

Di interviste a ruota libera, poi, manco a parlarne.

Le poche concesse – anche in questi giorni – sono state chiaramente il frutto di un lavoro eseguito a tavolino, con ampio anticipo. In modo da dare il tempo ai collaboratori di turno (spesso in un lavoro eseguito a più mani) di pesare le risposte da far conoscere all’esterno, a fronte delle domande formulate per iscritto dalla testata prescelta. Per non parlare dei messaggi di auguri fatti giungere ai lucani tramite facebook. Tutti rigorosamente registrati ore prima, con il «gobbo» posizionato sotto la telecamera, in un faticoso esercizio di lettura a distanza tradito dalla sofferente mimica facciale presidenziale.

Trattandosi peraltro di un refrain vecchio di anni, nel quale le giustificazioni addotte sono state sempre le stesse (dalla pandemia alle eredità del passato), con l’unica novità rappresentata dal «bonus gas», utilizzato a mo’ di cavallo di battaglia in vista dei futuri appuntamenti elettorali, i discorsi presidenziali scritti da altri hanno contribuito ad ingrigire l’immagine di un governatore dall’eloquio arrugginito. E a tratti addirittura mendace. Come quando ha dichiarato (nell’ultimo messaggio video di fine anno pubblicato su facebook) che il bonus acqua per 70 mila famiglie lucane «è già realtà a partire dal primo gennaio del 2024». Della qual cosa ci permettiamo di segnalare ai lettori l’inattendibile veridicità. Non foss’altro perché non c’è un solo atto amministrativo ufficiale che giustifichi la fondatezza di una simile affermazione.

Dov’è per esempio – ci chiediamo – la delibera di giunta che trasferisce nuove risorse ad Acquedotto Lucano, per consentire al gestore del servizio idrico integrato di non prendere in giro i cittadini?

O quali provvedimenti hanno adottato, a loro volta, su input della Regione, gli amministratori di Egrib e AL Spa per consentire, da subito, a 70 mila utenti lucani di vedersi abbattere la bolletta dell’acqua? Non esistono. Semplicemente perché Bardi ha dato per certo ciò che al momento è solo un’ipotesi di lavoro, non supportata da alcun atto amministrativo. Parliamo quindi di pure promesse. Allo stato dell’arte, tutte da verificare. Peggio quindi del famigerato «gas gratis» per tutti gli utenti privati, che gratis non è, pubblicizzato come la panacea di tutti i mali nelle interviste compiacenti ospitate nelle ultime settimane sulle reti Mediaset (e non solo), dopo i generosi investimenti pubblicitari fatti sugli organi di stampa nazionale dalla Regione Basilicata.

Una bolletta di 881,41 euro a fronte di un consumo di 234 metri cubi di gas metano emessa da Plenitude ad un cittadino di Potenza, a riprova dei falsi annunci del presidente Bardi
Una bolletta di 881,41 euro a fronte di un consumo di 234 metri cubi di gas metano emessa da Plenitude ad un cittadino di Potenza, a riprova dei falsi annunci del presidente Bardi

A riprova del bluff presidenziale, più volte denunciato da questo giornale, pubblichiamo in questa stessa pagina una bolletta emessa da Plenitude (società del gruppo Eni) con scadenza 23 gennaio 2024, inviataci da un nostro lettore residente nel centro storico della città di Potenza. Il quale dovrà pagare la somma di 881,41 euro, a fronte di un consumo accertato di 234 metri cubi di gas metano. Poco meno di 4 euro a mc, tasse comprese, nonostante lo stratosferico contributo mensile della Regione Basilicata di 9 euro riportato in bella evidenza sulla medesima bolletta.

Alla faccia quindi del «gas gratis» di cui sarebbe stato simpatico chiedere conto al generale Bardi e ai suoi assessori nel corso di una conferenza stampa in diretta Tv.

Di quelle che si facevano una volta. Prima che il «gobbo» posizionato sotto la telecamera suggerisse, in assenza di contraddittorio, le cose da dire. Bugie comprese.

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