15 Nov 2019
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Inquinamento, sversamenti illegali nelle acque: 4 impianti lucani nel mirino del Noe

POTENZA – Ha toccato da vicino anche la Basilicata la maxi-operazione dei Carabinieri per la Tutela ambientale contro l’inquinamento idrico e per la corretta depurazione delle acque reflue industriali che ha interessato per settimane oltre alla nostra regione anche Campania, Calabria e Puglia, portando complessivamente a 63 denunce. Indagati titolari, amministratori e gestori di aziende responsabili di inosservanza delle norme o assenza delle autorizzazioni per gli scarichi industriali. In altre occasioni le autorizzazioni erano scadute. L’operazione ha consentito di portare alla luce una serie di sversamenti illegali, spesso di sostanze altamente inquinanti e tossiche nelle fognature, in canali di scolo, mare, fiumi o torrenti. I sequestri hanno superato i cinque milioni di euro e riguardato condotte di scarico, vasche di deposito reflui, pozzi e nei casi più gravi interi impianti di produzione o aziende delle quali è stata sospesa temporaneamente l’attività. Per quanto riguarda la Basilicata, nel mirino dei carabinieri del Noe sono finiti due depuratori (uno a Missanello e l’altro a Tricarico), un impianto per la produzione di calcestruzzo di Venosa e un’attività artigianale di Pietragalla.

 

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