La Cervellino dopo l’ultima direzione del Pd: “Che ipocrisia da Margiotta. Lettieri passerà alla storia”

La sindaca di Genzano di Lucania, Viviana Cervellino

La sindaca di Genzano, Cervellino, su Margiotta: “Sono uscita dagli organismi di partito proprio perché si parlava di una sua candidatura a governatore.

POTENZA – In una regione in cui il “metodo Boffo” esiste davvero, e tutti sanno dove fa casa, come pure chi sono gli habitué di quelle stanze, il più delle volte a pagamento anche, non risponderemo al fango e alle fesserie di cui siamo stati destinatari. Ce li appuntiamo al petto, anzi. Visto il mittente. Lasciando volentieri ad altri il compito, come è già stato quotidianamente nelle ultime settimane, di narrarne i bisbigli e i disegni personali. Quelli invece graditi, evidentemente.


Delle ipocrisie politiche che invece pure si sono ascoltate nel corso della direzione regionale del Partito democratico lucano, tenutasi venerdì a Potenza, ha subito twittato la sindaca di Genzano di Lucania, Viviana Cervellino. Lei che, quando la raggiungiamo al telefono, ci tiene subito a chiarire una cosa: «La premessa è che io, per mia volontà, non faccio più parte degli organismi del Pd, pur avendone subito rinnovato la tessera, al contrario di altri dirigenti, proprio per stoppare sul nascere ipotesi di un mio cambio di casacca».

Da quando e perché questa scelta?
«Ho deciso di dimettermi nella terz’ultima assemblea regionale, perché non mi piacevano né i toni dell’assemblea, né l’andamento della discussione, perché erano i giorni in cui si paventava l’ipotesi di una candidatura interna al Partito democratico alle prossime elezioni regionali, e nella fattispecie quella di Salvatore Margiotta. E siccome la ritenevo una discussione del tutto anacronistica, ma soprattutto al limite della decenza politica, ho deciso di lasciare gli organismi dirigenti del partito».

La Cervellino: “Che ipocrisia da Margiotta. Oggi solo in manera strumentale, per contrastare la candidatura di Chiorazzo, ha parlato di dare spazio a categorie che nel partito non sono state mai considerate”

Torniamo alle ipocrisie di venerdì sera.
«A parte qualche uscita fuori luogo, e mi riferisco a quelle di Roberto Falotico, visto anche il contesto in cui si trovava, c’è stata una frase di Salvatore Margiotta che mi ha colpito moltissimo, quando ha affermato che secondo lui “era il tempo delle donne, dei giovani e degli amministratori”. Perché se volessimo fare un breve riepilogo di quello che è accaduto alle donne, ai giovani e agli amministratori nel Pd lucano, non mi pare che ci siano fulgidi esempi di siffatte categorie che siano state realmente, non dico valorizzate, ma quanto meno considerate.

E il fatto quindi che Margiotta lo utilizzi in questo momento in maniera totalmente strumentale per contrastare la candidatura di Angelo Chiorazzo, ha suscitato non solo la mia ilarità, ma anche un malessere politico personale, essendo stata sostenuta da lui alla segreteria regionale e poi da lui stesso non ritenuta idonea a essere la segreteria provinciale, semplicemente perché in quel momento la sua strategia andava in un’altra direzione…».

“Lettieri passerà alla storia per aver rinnovato il Pd”

La sensazione, mi lasci passare il termine, è che negli anni, nel Pd, qualcuno voleva più un “pupazzo” che un segretario.
«Se rimaniamo a Lettieri, devo dire che, a mio avviso, si è schierato dalla parte del buon senso. E alla fine penso che Giovanni potrà passare alla storia per essere il segretario che ha rinnovato il Partito democratico. Finora non c’era riuscito nessuno, forse il documento approvato dalla direzione lo farà passare alla storia per questo».

“Politiche strumentali, quasi fosse alla ricerca di nuove alleanze”

Restando ai segretari che poi “pupazzi” non sono stati, un altro caso è quello di Raffaele La Regina, un giovane dunque, eppure politicamente fatto fuori in fretta e furia – dopo essere stato, a nostro avviso e nel silenzio generale, lui sì vittima del “metodo Boffo” in questa regione – quando lo schema venuto fuori per le candidature alle Politiche del Pd non è risultato essere quello desiderato da chi aveva pensato di eleggerlo a proprio uso e consumo.
«Diciamo che, in quella vicenda, si è registrata una anomalia tutta romana con il veto pesante, dello stesso segretario nazionale Letta, nei confronti di Marcello Pittella. A mio avviso, ancora oggi inspiegabile. Un veto che poi ha condizionato tutto quello che è accaduto dopo, andando a stravolgere l’ordine delle cose per come erano state date, fino alla sfiducia di La Regina che si era macchiato della colpa di non aver rispettato l’indicazione della direzione regionale. A quanto pare però, Margiotta oggi, lui che è stato tra gli sfiducianti di La Regina, ha dichiarato di essersene pentito, secondo me in maniera un po’ tardiva e anche questa un po’ strumentale quasi fosse alla ricerca di nuove alleanze».

Quello schema tra l’altro, per quello che ci risulta, prevedeva proprio, con Pittella e De Filippo eletti parlamentari, Margiotta candidato governatore.
«Diciamo che sicuramente avrebbe avuto più chance…».

Tralasciando la direzione del Pd di venerdì sera, cosa la sta deludendo di più del dibattito di queste settimane?
«Più che di delusioni, vorrei parlare di desideri, diciamo così. Mi piacerebbe che il centrosinistra, così come l’ho costruito nella mia comunità, e cioè dal Movimento 5 stelle ad Azione, possa essere rappresentativo anche della coalizione per le prossime elezioni regionali.

E riguardo a Pittella…

Che ci dice di Pittella?
«Lui credo che in questo momento stia dialogando più con il centrodestra, provando a scompaginare un quadro che era già chiuso su Bardi candidato governatore. Il mio auspicio, però, è che ritorni nel suo campo naturale, che è quello della storia politica sua e della sua famiglia. Mi viene difficile pensare che il suo campo possa essere la destra».

Cosa ne pensa invece del protagonismo del civismo a cui si sta assistendo?
«A me non disturba affatto che il civismo si sia impossessato della scena politica lucana. E’ un dato naturale, se vogliamo anche una conseguenza fisiologica rispetto al degrado e alla degenerazione politica degli ultimi anni. Uso queste parole forti perché quando il civismo riesce a catalizzare così tanto l’attenzione e il consenso, è perché dall’altra parte le forze politiche hanno perso centralità nella scena politica, mi riferisco in particolare al Partito democratico, che è il mio partito, dove più che costruire visioni e occupare spazi politici, abbiamo occupato solo caselle. O meglio, i soliti noti hanno occupato solo caselle. E questo ha decretato in questo momento una forte ascesa di un civismo che esplode là dove la politica tace».

“Quello di Angelo Chiorazzo come possibile candidato governatore è un nome autorevole”

A proposito di civismo, cosa ne pensa del nome di Angelo Chiorazzo come possibile candidato governatore?
«Credo sia un nome autorevole, l’unico nome in campo ed è la conferma, come le dicevo prima, che il civismo esplode là dove la politica tace».

Andiamo invece nel campo del centrodestra. Le dimissioni della Merra da assessore regionale?
«Al di là se siano effettive o solo un annuncio di dimissioni, come si sta dibattendo in queste ore, credo che le parole siano pietre. E le sue sono un manifesto politico più che un riposizionamento, attorno al quale il centrosinistra dovrebbe imbastirci la propria azione politica per vincere queste elezioni. D’altronde la Merra dice quello che ormai è chiaro a tutti. E cioè che Bardi e il centrodestra lucano hanno disatteso la promessa di cambiamento fatta ai lucani. E dunque altro non ha fatto che certificare il fallimento di questa esperienza di governo».

Della direzione regionale del Partito democratico lucano, tenutasi lo scorso venerdì a Potenza, avevamo parlato in questo articolo.