La legislatura dei cambi di casacca. Tra ripicche e posti al sole geografia consiliare stravolta nel centrodestra

Consiglio regionale: quella del centrodestra è la legislatura dei cambi di casacca
La legislatura dei cambi di casacca. Il consiglio regionale attuale riporta gruppi di composizione diversa rispetto a quello uscito dalle urne del 2019
La legislatura dei cambi di casacca. Il consiglio regionale attuale riporta gruppi di composizione diversa rispetto a quello uscito dalle urne del 2019

POTENZA – La saga delle giravolte è – notoriamente un’abitudine consolidata in Parlamento. Legislatura dopo legislatura, quasi una costante: nuovi gruppi che si formano, responsabili che spuntano come funghi, stampelle a questo o quel governo. Deputati e senatori una volta eletti aderiscono a un gruppo, liberi di scegliere in assenza di vincoli di mandato possono cambiare gruppo nel corso della legislatura, anche più volte. Come molti fanno. Una “moda” diventata normalità anche nel parlamentino regionale.

La legislatura che volge al termine per scadenza naturale consegna infatti un altro strano primato.

Un Consiglio regionale con gruppi di composizione diversa rispetto a quello uscito dalle urne del 2019, quando all’affermazione del centrodestra corrispose uno straordinario consenso alla Lega (che incassò 6 consiglieri su 12, il 50% degli eletti) seguita da Forza Italia (tre consiglieri), Fratelli d’Italia (un eletto), Idea (un eletto) e lista del presidente (Basilicata positiva, un eletto). Una geografia – frutto della volontà elettorale – completamente stravolta nel corso di 5 anni con cambi di casacca continui e consistenze dei gruppi consiliari via via diverse per peso specifico come mai era successo nella storia della massima assise regionale.

Un’anomalia che ha inciso profondamente anche nella travagliata composizione delle giunte regionali guidate dal presidente Bardi (tre, due delle quali nate e modificate a distanza di pochi giorni), incapace di agire da collante della sua maggioranza e dialogare con i partiti e – nel senso opposto – poco aiutato anche da questi ultimi rispetto ad una stabilità e continuità al governo regionale.

Basti pensare che, dal 2019 ad oggi, le tre principali forze di centrodestra hanno avvicendato ben otto coordinatori o commissari regionali ad iniziare da Lega (Liuni, Marti e ora Pepe) e Fratelli d’Italia (Caiata, Gemmato e ora Quarto) fino a Forza Italia (Moles e Casellati).

L’approssimarsi della fine del mandato non ha rallentato i “salti della quaglia”.

Con Aliandro si completa il progressivo svuotamento del gruppo consiliare più consistente dell’attuale maggioranza.

Ultimo in ordine di tempo quello annunciato dal consigliere Nuario Aliandro, che dalla Lega ha deciso di aderire ora a Forza Italia. Entrato tra i banchi del Consiglio come supplente di Donatella Merra (entrata in giunta nel 2019 e rimasta sino a pochi mesi fa), è rimasto sempre nel partito di Salvini fino a ricoprire la carica di capogruppo “salvato” di recente anche dopo la fuoriuscita di Merra e l’indicazione di Sileo nel governo regionale con la regia di Pepe. “Pur riconoscendo il grande merito e il grande valore di tante conquiste e di risultati determinanti – spiega – non posso esimermi dall’osservare che molte di quelle premesse le quali hanno costituito un trampolino per far sì che la Lega divenisse anche in Basilicata compagine elettoralmente dominante, venissero parzialmente disattese”.

Con Aliandro – al netto di Rocco Fuina subentrato in Consiglio dopo l’elezione di Cariello a sindaco di Scanzano – si completa il progressivo svuotamento del gruppo consiliare più consistente dell’attuale maggioranza.

L’unico “fedele” resta il vicepresidente Fanelli.

Dal presidente Cicala (ora in FdI), a Coviello (transitato nei meloniani), fino ai neo consiglieri di Basilicata Oltre Zullino e Vizziello (eletto in FdI, poi Lega) e Merra (oggi nel Misto) i leghisti eletti nel Potentino hanno preso altre vie. In Forza Italia gli unici rimasti sotto il vessillo azzurro sono Francesco Piro e Dino Bellettieri (quest’ultimo subentrato in aula dopo la nomina come assessore di Cupparo). Rocco Leone, ex assessore eletto con il partito di Berlusconi, è transitato in FdI.

Emblematico del “camaleontismo” consiliare la situazione di Fratelli d’Italia.

Il partito della Meloni che nel 2019 riuscì ad eleggere un solo consigliere nel Materano (Vizziello, poi transitato nella Lega) conta oggi una pattuglia più numerosa.

Oltre al presidente Cicala, Leone e Coviello, c’è Piergiorgio Quarto che eletto nella lista a sostegno del presidente Bardi – Basilicata Positiva – è oggi addirittura il coordinatore regionale di FdI. Cambi di casacca in serie hanno poi riguardato anche il consigliere Baldassarre – eletto con Idea, poi transitato in FdI e ora nel gruppo Misto – diventato anche assessore nel Bardi bis per pochi giorni, quando fu costretto a tornare tra i banchi per lasciar posto agli esponenti di FdI da cui fuoriuscì per ripicca.

Ufficialmente senza più maggioranza, il centrodestra si trova ora con rapporti di forza completamente invertiti nei gruppi di maggioranza e con il paradosso della Lega che da partito di maggioranza relativa può contare ora su un solo consigliere pur a fronte di ben due assessori nella giunta Bardi, vicepresidenza compresa. In forma minore – infine – il cambio di casacche ha interessato anche alcuni dei consiglieri di minoranza. E’ il caso di Braia e Polese – eletti con Avanti Basilicata in orbita Pd e poi transitati in Italia Viva – ma anche Pittella eletto con Comunità democratiche-Pd ed ora in Azione o Giorgetti entrato al posto di Carlucci nelle fila del M5s ed ora nel gruppo Misto, stampella anche del presidente Bardi per tenere in piedi una maggioranza strampalata che ha perso pezzi e si è molto modificata dal 2019 ad oggi.

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