La rivolta dei trattori, 106 Jonica occupata dagli agricoltori

POLICORO- Esasperati dai prezzi troppo bassi per i produttori, dai cambiamenti climatici che trasforma una pioggia estiva in una bomba d’acqua, con temperature anomale che rendono nulli i raccolti. A tutto questo c’è da aggiungere il rincaro dei costi energetici, del gasolio per i mezzi agricoli, dei fitofarmaci. E per concludere in Basilicata c’è anche la presenza dei cinghiali, un’emergenza sociale per l’incolumità di persone e la tutela dei campi. Si produce di giorno per far mangiare di notte famiglie intere di ungulati. Ce l’hanno con l’Europa, con il governo nazionale ma anche con quello regionale, gli agricoltori lucani scesi in strada per manifestare.

A queste condizioni non conviene produrre, hanno detto in occasione del presidio sulla 106 jonica, un lungo corteo di trattori, circa 150, fermi dal bivio di Policoro. Per questo hanno chiesto al governo regionale di intervenire con una politica di contenimento dei cinghiali, ma anche immaginando sostegni per il comparto per calmierare il prezzo del gasolio. I manifestanti hanno poi avuto un confronto con il sindaco Bianco, l’assessore provinciale Maiuri e l’assessore regionale Casino che si è preso in carico la richiesta di convocare un tavolo alla presenza del presidente Bardi per trovare una soluzione alla crisi del comparto.

Anche perché come fanno sapere dalla Cia, c’è sempre meno voglia di dedicarsi al lavoro della terra. Dal 2022 ad oggi sono 561 le imprese agricole che hanno deciso di sospendere l’attività nella nostra regione. Per questo la Confederazione annuncia una nuova mobilitazione. Sostegno anche da Confagricoltura che invoca tutele maggiori per un bene primario: i prodotti della terra. A partire da oggi si terranno le prime assemblee promosse da Cia agricoltori che prenderanno il via dal Vulture-Alto Bradano per presentare il documento in 11 punti inviato a sindaci, Province e Regione.