Lauria, un mese fa la tragedia del Pala Alberti

LAURIA – E’passato un mese da quel triste 13 dicembre, quando una forte raffica di vento ha divelto il tetto del Pala Alberti di Lauria portandolo poi a cadere su una palestra a pochi metri di distanza.

A trenta giorni da quell’immane tragedia, possiamo dire che la comunità lauriota non è più la stessa, ancora attonita e sconvolta per ciò che è accaduto e volenterosa di comprendere i motivi di tutto questo. Ancora oggi l’area di Cerse dello Speziale è posta sotto sequestro dalle autorità giudiziarie, mentre l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Angelo Lamboglia, ha deliberato la richiesta al Governo centrale per lo stato di emergenza e calamità, per danni che da una prima stima sommaria dovrebbero aggirarsi attorno ai cinque milioni di euro. Si deve far fronte, tra l’altro, anche alle richieste dei commercianti e imprenditori dell’area che cercano soluzioni celeri per poter riprendere la loro attività lavorativa. Sul fronte giudiziario, la Procura di Lagonegro ha aperto un fascicolo contro ignoti per le ipotesi di reato di omicidio, disastro e lesioni colposi. Il bilancio di questo triste avvenimento apparve subito grave, con ben otto feriti, di cui quattro in codice rosso. Tra questi, apparvero subito tristemente serie le condizioni della giovane psicologa ventottenne Giovanna Pastoressa, la quale, al momento del crollo, si stava allenando in palestra insieme ad altri ragazzi. Trasportata nella notte presso il “San Carlo” di Potenza, il cuore di Giovanna ha smesso di battere la sera del 16 dicembre scorso, con la scelta coraggiosa e altruista da parte dei genitori di dare l’assenso per la donazione degli organi. La comunità lauriota ricorderà Giovanna con una fiaccolata organizzata dal “centro risorse emotive” insieme alla famiglia e agli amici per giovedì prossimo a un mese dalla triste dipartita. Si partirà alle 18 da Piazza San Giacomo, per poi attraversare tutta Via Cairoli e, lungo il tragitto, risuoneranno brani di Lucio Dalla ai quali Giovanna era molto legata.

di Giacomo Bloisi