Lavello, il sindaco Altobello denuncia: il focolaio è tra Fca e indotto

LAVELLO- Con gli ultimi sette casi accertati, sono salite a 85 le positività attuali nello stabilimento Fca di San Nicola di Melfi. Ma a quanto pare il dato sarebbe decisamente più alto se esteso all’universo delle aziende che gravitano nell’indotto. Decine e decine gli operai risultati positivi soltanto negli ultimi 15 giorni, molti dei quali residenti nella città di Lavello. Fino a venerdì scorso nel centro dauno si contavano 115 cittadini alle prese con il virus. E fatta eccezione per il focolaio che ha interessato la casa di riposo Sant’Anna, gli altri cluster sarebbero tutti o quasi riconducibili a contesti familiari. Ma ciò che impressiona maggiormente è l’incidenza dei singoli casi riscontrati tra i lavoratori impegnati nelle attività industriali del settore Automotive, che si sono poi allargati ad “interi nuclei familiari”. Nella sostanza, quel numero a tre cifre sarebbe principalmente da attribuire alla propagazione del virus che dagli ambienti di lavoro si è addentrato tra le mura delle abitazioni.

La denuncia arriva direttamente dal sindaco di Lavello, Sabino Altobello, che nel corso dell’ultimo direttivo Anci ha manifestato tutta la sua preoccupazione per quanto sta avvenendo nel territorio dell’area Nord della Basilicata. Infatti, per il primo cittadino, si “pone un tema non più rinviabile rispetto ai contagi riconducibili ad operai delle attività industriali dell’automotive e dell’indotto che stanno contagiando interi nuclei familiari”. Ai colleghi sindaci Altobello ha sottoposto quanto segnalatogli dagli addetti alla produzione che “denunciano che le protezioni individuali sono assolutamente insufficienti ed i protocolli di sicurezza attuati sono di gran lunga al di sotto di quelli previsti ed attivati nelle scuole che pure, nella nostra regione, sono state prudenzialmente chiuse”. “Non possiamo consentirci – prosegue il primo cittadino – di avere un numero così elevato dei contagi in una città come Lavello che, fra poco, potrebbe raggiungere la quota dell’1% della intera popolazione (siamo già allo 0.89%)”.

(maggiori dettagli nell’edizione della Nuova del Sud in edicola oggi, martedì 17 novembre)