Lega, Liuni e i “quattro dell’Oca selvaggia”. Post che dice tutto

POTENZA- Nella Lega lucana è stato da poco messo un punto. Un punto, nello specifico, alla gestione Liuni, il commissario venuto dal Nord capace di lasciare un partito in mille pezzi.

E nel quale sono state fatte nascere “correnti”, l’un contro l’altra armata, che lo hanno fatto somigliare più al Pd lucano dei “lunghi coltelli”, che al partito – immaginiamo – che Salvini vorrebbe veder crescere in Basilicata.

Non è un caso, dunque, che alla gestione Liuni sia stata messa la parola fine. Dopo, tra l’altro, faccia a faccia di fuoco consumatisi tra Potenza, Matera e Roma e, in alcuni casi, alla presenza dello stesso Salvini. Per dar vita al nuovo corso, il segretario nazionale della Lega ha dunque inviato un nuovo commissario “garante”, si tratta del pugliese Roberto Marti. A lui l’arduo compito di ricostruire un partito dove, come vedremo a breve, la spaccatura era ormai diventata troppo profonda e, chissà, se ricucibile. Ultima prova di quanto detto, infatti, risale solo alla settimana scorsa.

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di Dario Cennamo