Lega, salta l’accordo davanti al commissario Marti e a Bardi. E riesplode la “faida”

POTENZA – Solo qualche giorno fa tutto era stato discusso e confezionato al tavolo di maggioranza.

Le norme per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico erano state definite al termine di un lungo confronto alla presenza del presidente Bardi. Un lavoro di mediazione rispetto anche ad altre questioni sull’agenda del governo regionale. Un pacchetto chiuso che doveva solo essere approvato in Consiglio, compreso l’emendamento proposto dalla leghista Dina Sileo e concordato persino in una riunione del gruppo consiliare alla presenza del commissario regionale Roberto Marti.

Ed invece – dopo le forti tensioni dei mesi scorsi all’interno della maggioranza – è riesplosa in maniera fragorosa la spaccatura all’interno della Lega e della maggioranza. Protagonisti il primo firmatario del testo originario del disegno di legge, il consigliere leghista Zullino e i 3 consiglieri regionali espressione dei partiti minori Vincenzo Baldassarre (Idea), Piergiorgio Quarto (Bp) e Giovanni Vizziello (FdI) il cui voto è venuto meno al momento della presentazione dell’emendamento proposto dalla SIleo per l’acquisizione da parte della giunta regionale – entro 60 giorni – di un parere della commissione consiliare per rendere omogenee sul territorio regionale le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco. Un articolo mutuato da una legge virtuosa della Regione Veneto – ha spiegato la Sileo – quindi a trazione Lega, che sottolinea quella che è una posizione vera e propria di contrasto alla diffusione del gioco patologico. Emendamento però che non ha trovato d’accordo la fronda Zullino-Quarto-Vizziello-Baldassarre, i cui voti sono venuti meno (non senza una vera e propria contestazione dell’esponente leghista nei confronti della collega di partito), rimpiazzati dai 5 stelle e dai consiglieri di centrosinistra Cifarelli e Polese.

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