Macchia a cuore aperto. Il patron del Potenza Calcio a tutto tondo: dagli errori ai grandi progetti. Nel segno dell’ambizione

POTENZA – Non è stato tanto il punto conquistato a Caserta. Ma la prestazione. L’attenzione ai particolari. La rabbia agonistica. Dal “Pinto” si poteva uscire anche con una vittoria. Due gol (e mezzo) annullati, almeno uno regolarissimo, sono quasi un unicum. Ma il Potenza c’è. Ed è quello che conta. Le nubi, dopo i 90 minuti con la Casertana, si sono diradate. Poi sono arrivate anche le dichiarazioni dell’amministratore delegato Nicola Macchia, prima, e del presidente Donato Macchia, poi, a spazzare via come un forte vento di maestrale i residui di una tensione che era quantomeno esagerata. Per non dire altro. Nella serata di lunedì a Stop&Gol (La Nuova Tv) il patron ha parlato a tutto campo, toccando tutti i temi messi sul piatto dai tifosi, in primis, e dagli addetti ai lavori, poi. Se mai ci fosse stato bisogno di ricucire uno strappo, Donato Macchia ha operato con la perizia di un sarto, ma mostrando al tempo stesso orgoglio, cuore, dignità, e mettendo i puntini sulle “i”, lì dove ce n’era bisogno. Anche in modo secco. Duro. Crudo.

Con un pensiero rivolto alla tifoseria più calda, quella del tifo organizzato: “Un grazie di vero cuore agli ultras per i chilometri che fanno per seguirci, la passione che ci mettono anche quando la squadra va male. Spero che loro mi comprendano. Sono umano, posso sbagliare, ma sono sempre stato e sempre sarò in buona fede. E sono un tifoso anch’io”. (…)

(l’articolo completo nell’edizione cartacea de La Nuova del Sud di mercoledì 7 febbraio 2024)