Mafia, dal racket alla droga: la Dda taglia i “nuovi” tentacoli del clan Schettino

SCANZANO JONICO – La Dda di Potenza ha inferto un nuovo duro colpo al clan Schettino, attivo nella zona del Metapontino e dedito a diverse attività illecite, a partire da racket ed estorsioni.

Questa volta, però, la lente d’ingrandimento della procura antimafia lucana si è focalizzata soprattutto sull’attività di spaccio di sostanze stupefacenti concentrata principalmente tra Scanzano Jonico, Nova Siri e Tursi.

Sette le persone destinatarie di una misura cautelare in carcere. Sei erano già detenute, mentre una settima risulta ancora irreperibile. A capo del sodalizio, secondo l’accusa, c’erano l’ex carabiniere Gerardo Schettino, già da diversi mesi in carcere e sottoposto al regime del 41 bis, Nicola Lo Franco, Domenico Porcelli, il figlio di Gerardo Schettino, il 32enne Giuseppe Schettino e Michele Puce. Il tarantino Giovanni Bruno è invece ritenuto partecipe del sodalizio, come un settimo indagato, Nunzio Larizza di Matera, ancora irreperibile.

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