15 Nov 2019
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Mafia, scovato il “tesoro” di Schettino nel Metapontino

POTENZA – Ammonta a circa 1,5 milioni di euro il valore dei beni mobili, immobili e dei conti correnti sequestrati in via d’urgenza dal Tribunale di Potenza su richiesta della Procura, e intestati a familiari o prestanome di Gerardo Schettino, al vertice dell’omonimo clan che, secondo quanto accertato negli ultimi mesi dalla Dda del capoluogo lucano, da tempo opera nel Metapontino, privilegiando tra le attività illecite il racket e le estorsioni in danno di imprenditori agricoli. I particolari dell’operazione sono stati illustrati ieri mattina, nel capoluogo lucano, dal Procuratore della Repubblica, Francesco Curcio, dal pubblico ministero Anna Gloria Piccininni, e dal comandante provinciale di Matera della Guardia di Finanza, il colonnello Domenico Tatulli. Tra gli immobili sequestrati, anche un locale, terreni e alcune abitazioni, di cui una era già stata messa in vendita: ”Per quanto non ci siano mai arrivate dal Metapontino segnalazioni di movimenti bancari sospetti – ha spiegato Curcio – abbiamo capito che molte proprietà stavano per essere vendute, vista la pressione esercitata dalla magistratura sul clan, e anche i conti correnti erano di bassa entità, ma stiamo seguendo i movimenti già fatti”. Le auto sequestrate non erano di lusso, ma ”tutto serviva anche a fare proseliti, dimostrando ai giovani che – ha aggiunto il Procuratore – si poteva fare la ’bella vita’, e suscitando rabbia nella comunità che vedeva criminali vivere al di sopra delle loro possibilità: noi abbiamo invece dimostrato che il crimine non paga, e ora i tre vertici del clan sono tutti al 41 bis”.

 

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