Magistratura, quelle preoccupazioni di Palamara su Argentino a Matera

POTENZA- «Mi giungono notizie pessime di Argentino. Abbiamo sbagliato?».

Risposta: «No… lascia stare… non è uno scienziato, ma un lavoratore… non amato dai politici…». I due interlocutori sono l’ex componente del Csm e presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, coinvolto nell’inchiesta della procura di Perugia sulla lotta tra toghe per la nomina ai vertici di importanti uffici giudiziari e un altro ex consigliere del Csm, Massimo Forciniti.

I due si sono scambiati questi messaggi il giorno dopo la nomina da parte del plenum del Consiglio Superiore della Magistratura di Pietro Argentino alla guida della procura di Matera, risalente all’estate del 2017. E così quella nomina, insieme a quelle di Carlo Capristo a Taranto (arrestato venti giorni fa proprio dai magistrati di Potenza per induzione alla corruzione) e Antonino Di Maio a Trani sono finite sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti.

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