Mascherine, la corsa tardiva del San Carlo. Adesso le paga a peso d’oro

POTENZA- In tempi di emergenza tutto si può. Si può anche far arrivare un bilico o un autotreno con rimorchio di mascherine, con un’offerta variabile da far invidia a farmacie e parafarmacie.

Il tutto per non essere accusati di non disporre di protezioni personali a tutti i 2.800 dipendenti. Peccato, però, che “le porte siano state sbarrate dopo il furto”, come recita un saggio detto popolare. Si atteso che nel maggiore ospedale regionale il Coronavirus facesse capolino e mandasse nel panico medici, infermieri, Oss e personale amministrativo per ricordarsi che la Farmacia non disponeva di mascherine protettive in numero sufficiente.

E così via agli acquisti, in diverse parti di Italia e a prezzi variabili. I primi due tardivi acquisti vengono effettuati solo il 17 marzo, un mese e mezzo dopo che è stato dichiarato lo stato di emergenza e dopo il 27 gennaio, quando la Regione Basilicata decide di istituire una Task Force per la gestione della nuova emergenza infettiva, composta da professionisti in servizio presso Aziende Sanitarie, Azienda Ospedaliera o Presidi Ospedalieri regionali.

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