Matrimoni, settore al collasso. “Bardi si è negato, ora ci ascolti”

POTENZA- Dai wedding planner alle sale ricevimenti, dall’alta sartoria fino agli atelier.

Un intero settore al collasso quello di matrimoni ed eventi. E i professionisti del wedding lucani si sentono la categoria degli invisibili. “In un dramma che tutte le partite Iva stanno affrontando noi siamo i grandi dimenticati, eppure siamo uno dei settori più colpiti”. A dichiararlo alla nostra redazione è Mariagrazia Basile, titolare di Atelier Giunone a Potenza. Una delle tante attività bloccate dal lockdown.

Uno dei tanti esercizi di un settore per il quale la ripartenza è difficile, considerando che ad oggi i matrimoni che saranno celebrati nel 2020 si contano sulle dita di una mano. E l’iperbole non è poi così lontana dalla realtà. “Ad oggi circa l’80% dei matrimoni 2020 è stato rimandato al prossimo anno – ha spiegato Mariagrazia Basile – e l’intero indotto è in crisi. Il tema è stato trattato da molti miei colleghi, ma le istituzioni non ci ascoltano. Ci devono sentire, capire che ci siamo anche noi. Siamo sdegnati perché si parla giustamente di turismo e di tutto il resto, ma non di noi. Eppure siamo uno dei settori più colpiti. Dietro un atelier di abiti da sposa c’è un mondo: ci sono fiere, sfilate, shooting, investimenti e tanto impegno. Ma non è solo l’investimento, è anche il mancato guadagno – ha continuato -. Le altre attività che come noi hanno potuto riaprire il 18 maggio hanno iniziato a lavorare, a guadagnare da subito, appena riaperto. Noi abbiamo aperto, ma senza lavorare, senza guadagnare nulla al momento. E non sappiamo come andare avanti. Non abbiamo tutele, non possiamo richiedere il pagamento degli abiti che gli sposi ci avevano prenotato, perché questo avviene solo al ritiro dell’abito. Non essendoci matrimonio non c’è però alcun ritiro; le spese intanto ci sono. Abbiamo già fatto una protesta al governatore, ma non abbiamo avuto risposta”.

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di Isabella D’Andrea