16 Sep 2019
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Omicidio Gareffa, la sorella di Pierangela: “Si è sacrificata per il figlio”

MARATEA – Sin da bambine le favole che ci leggevano finivano tutte, dopo le grandi peripezie dei protagonisti, con la frase “E vissero felici e contenti”: la felicità come l’ amore sembravano essere uno stato permanente, in qualche modo possibile, da raggiungere magari dopo avere trovato il proprio Principe Azzurro o la principessa, ma anche l’amore può finire, e di quella bellissima frase e vissero felice e contenti non resta quasi nulla, anzi, le principesse, spesso, diventano vittime e il principe purtroppo, il loro carnefice. Il femminicidio è un argomento che sembra non toccarci mai, troppo da vicino, perché ci sentiamo protetti nei nostri piccoli paesi, anzi, sembra qualcosa di totalmente distante, eppure in soli pochi mesi sono stati 3 le vittime in Basilicata, l’ultimo pochi giorni fa a Cersosimo, dove la giovane Angela di 31 anni è stata uccisa dal marito perché non accettava la fine della loro storia, del loro amore. Allora ci si chiede perché, il perché di questo accanimento e ferocia nei confronti delle donne, questo voler sopraffare un altro essere umano, solo perché ritenuta debole o semplicemente donna, ecco che nasce l’incontro con Gabriela Gareffa, che ci racconta, attraverso la sua esperienza personale, di quanto le donne soffrano e vivono silenziosamente violenze fisiche e psicologiche, da parte dei loro compagni, cosi, come fece sua sorella Pierangela che nel dicembre del 2014 fu uccisa dal marito, e che per ore fu lasciata morire nella totale indifferenza. Pierangela era originaria di Maratea, poco più che bambina lasciò il Venezuela dov’era nata, per trasferirsi dalla nonna paterna in una piccola frazione della Perla del Tirreno, lì i suoi anni trascorsero sereni, tra le spiagge di Acquafredda e Cersuta che lei tanto amava, da adolescente si trasferirsce a Sapri con la sua famiglia e conosce, colui che pensava fosse il suo principe azzurro, questo legame le regala il più bel dono che una donna possa desiderare, un figlio, che lei ha amato incondizionatamente, ma che purtroppo non la salverà dal suo triste destino.

 

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Naomi Spagnolo