Omicidio Pucillo, l’assassino ha fatto sparire lo smartphone del medico

PESCOPAGANO – L’assassino del dottor Pucillo avrebbe portato via dalla scena del delitto il cellulare della vittima. Spunta l’ennesimo mistero dalle indagini sull’efferato omicidio del 70enne di Pescopagano, ucciso a colpi di fucile lo scorso 21 marzo nella sua masseria di contrada Cucumiello. Si tratta di un tassello fondamentale: se davvero l’assassino ha voluto impedire il ritrovamento del cellulare del dottor Pucillo, è probabile che proprio in quello smartphone possa nascondersi la chiave per la risoluzione del giallo di Pescopagano. E i cani molecolari martedì mattina sul luogo della scena del delitto, oltre all’arma del delitto, hanno cercato proprio il telefono cellulare del medico. Elemento dal quale gli inquirenti avrebbero potuto ricavare informazioni preziosissime per ricostruire gli ultimi contatti avuti da Lorenzo Pucillo la mattina dell’omicidio, avvenuto non oltre le dieci dello scorso 21 marzo.

Così come sarebbe stato fondamentale avere accesso alle chat di WhatsApp per individuare un movente, una situazione da collegare all’efferato omicidio di contrada Cucumiello. Ma c’è di più: dal luogo del delitto manca anche la giacca di color verde militare che il dottor Pucillo indossava quella mattina. Misteri e circostanze da chiarire che si affiancano a quanto ulteriormente emerso negli ultimi giorni, ovvero la presenza accanto al cadavere di un accendino. Il dottor Pucillo, però, non fumava. A chi appartiene? Lo ha perso l’assassino nel maldestro tentativo di occultare il corpo nel dirupo distante qualche decina di metri dalla masseria? Domande alle quali i carabinieri, coordinati dal pm Giuseppe Borriello, stanno provando a dare una risposta. Ma gli inquirenti continuano a puntare anche sulla prova del Dna: sul corpo di Pucillo sarebbero state rinvenute tracce genetiche di un’altra persona. Tracce che a breve saranno confrontate con il profilo genetico di una stretta cerchia di conoscenti e familiari della vittima per iniziare ad escludere alcune delle ipotesi attualmente al vaglio. Se l’assassino non è schedato, però, anche il Dna potrebbe offrire pochi spunti investigativi: sarebbe come cercare un ago in un pagliaio, un pò quello che è avvenuto a Bergamo con le indagini sulla morte della piccola Yara Gambirasio. La pista sentimentale è quella al momento maggiormente seguita, ma il segreto attorno alla morte del dottor Pucillo potrebbe essere custodito proprio dal suo smartphone, sparito nel nulla.

(Maggiori dettagli sull’edizione odierna de “La Nuova del Sud”)