Spaccio, pestaggi e violenze: 23 arresti e 14 obblighi di dimora nel Materano

Dall’alba di questa mattina i carabinieri del Comando Compagnia di Pisticci, a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Gip del Tribunale di Potenza, nei confronti di 37 indagati (8 in carcere, 15 ai domiciliari e 14 obblighi di dimora) gravemente indiziati di apprtenere ad un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed altri gravi reati.

In particolare le indagini – spiega il procuratore distrettuale Francesco Curcio -, hanno consentito di acquisire gravi indizi di reato sull’esistenza ed operatività di un gruppo criminale, guidato da Angelo Calvello, soggetto collegato alla criminalità organizzata, anche di tipo mafioso, presente nel Materano, particolarmente attivo nel trafico degli stupefacenti, costituito da numerosi sodali (di cui molti armati) ed una fitta rete di affiliati, che controllava diverse di “piazze di spaccio” su diversi comuni della provincia di Matera e di Potenza, nei quali esercitava, con modalità monopolistiche, lo spaccio di stupefacenti, imponendosi sul territorio e nel contesto criminale con forza e capacità d’intimidazione, anche contrapponendosi, in virtù della propria “forza militare”, ad eventuali ingerenze di terzi gruppi criminali.

Nel corso delle indagini sono stati effettuati numerosi sequestri di stupefacente del tipo cocaina, eroina, hashish, nonché di droghe sintetiche del tipo metacetilmorfina.

Le misure sono state eseguite in diversi comuni del territorio lucano e nazionale, ed in particolare nei comuni di Stigliano, Aliano, Accettura, Ferrandina, Tursi, Scanzano Jonico, Matera, Craco, Montalbano Jonico, Gorgoglione, Potenza, Corleto Perticara, Sant’Arcangelo, Missanello, Milano, Cesano Boscone (Mi), Castelfranco Veneto (Tv), San Giorgio Bigarello (Mn) e Campegine (Re).

I principali reati contestati dalla Dda sono associazione finalizzata al narcotraffco, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, minaccia, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione, tortura, furto aggravato e riciclaggio.

Ma soprattutto, il dato che maggiormente emerge dalle indagini – evidenzia ancora Curcio -, è costituito dalla particolare violenza con lui l’attività delittuosa veniva svolta e, dunque, dalla capacità di ricorrere a pestaggi, minacce e violenze, anche molto gravi, per imporre il proprio dominio criminale su parti consistenti del territorio lucano, organizzando e strutturando – in modo non dissimile da contesti in cui storicamente sono insediati gruppi criminali dediti al traffico e vendita di stupefacenti – articolazioni del gruppo criminale stesso, ciascuna competente a gestire una piazza di spaccio ed a recuperare, anche con efferata violenza, i crediti derivanti dalla cessione della droga.