Oppido Lucano, beatificazione di mamma Francesca: la Chiesa resta in silenzio

ROMA – Tutta la documentazione accuratamente sigillata è custodita in una sezione specifica dell’archivio del Vicariato, un’altra copia è stata depositata in Vaticano affinché segua il proprio iter.

Gli atti sono stati assemblati dal Tribunale ordinario della diocesi di Roma, che ha annunciato lo svolgimento dell’ultima sessione della fase diocesana della beatificazione di Francesca Lancellotti Zotta.

La seduta si è svolta nella sala della Conciliazione del Palazzo Lateranense. Il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale del Papa, ha dichiarato con decreto la chiusura dell’inchiesta che porterà la mistica lucana ad essere elevata al cielo. La diocesi di Roma ha vissuto un momento straordinario e di grande rilievo ecclesiale. Un evento straordinario che chiama in causa la comunità cattolica lucana, sebbene la Chiesa lucana non si sia mai espressa ufficialmente riguardo alla vicenda, né quando Francesca era in vita e continuava a dispensare guarigioni per intercessione di San Michele Arcangelo, né quando la sua casa ad Oppido Lucano era diventata meta costante di fedeli che provenienti dall’intero Paese si recavano in più occasioni nel piccolo centro dell’Alto Badano.
Ci chiediamo quale tipo di coinvolgimento abbia mai avuto la diocesi di Acerenza nell’intera vicenda. Eppure per oltre quarant’anni i fatti legati alla vita di Francesca Lancellotti Zotta e alla sua fede, alimentata dall’apparizione proprio ad Oppido Lucano di San Michele, ve n’è stata eco anche in Basilicata, ma a quanto pare il mondo ecclesiastico locale ha preferito rimanere cauto e distante dal caso scegliendo la strada dell’attesa.

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