“Parole di stupida volgarità e odio”, don Cozzi condanna la scritta sulla Trinità. Biasimo anche da Libera

POTENZA – Mentre gli inquirenti sono al lavoro anche grazie all’ausilio delle telecamere di video sorveglianza per risalire agli autori della scritta “assassini” sulla facciAta della chiesa della Trinità a Potenza, attestazioni di condanna nei confronti dell’atto vandalico di ieri, arrivano da don Marcello Cozzi e dalla presidente di Libera Basilicata, Marianna Tamburrino.

La facciata laterale della chiesa potentina – lo ricordiamo – nella notte tra sabato e domenica scorsa, è stata imbrattata presumibilmente con una bomboletta spray. La parete in questione è quella interna che affaccia su via Pretoria, il corso principale del capoluogo lucano. Nel sottotetto di quella chiesa ha trovato la morte per mano di Danilo Restivo, Elisa Claps, scomparsa il 12 settembre 1993, il cui corpo è stato rinvenuto dopo 17 anni, nel marzo 2010. La parola “assassini” è stata enfatizzata graficamente con una linea zigzagata di colore nero lunga diversi metri, ben in evidenza a causa del fondo bianco del muro. Si tratta del primo atto vandalico a danno della chiesa dopo la riapertura al culto dello scorso 24 agosto e dopo la prima messa del 5 novembre.

“Che sia una bravata o meno, parole così non meriterebbero neanche di essere commentate, per la loro stupida volgarità, per il carico di odio che si portano dietro ma soprattutto per quella sterile semplificazione che di certo non serve a chi ama la verità- evidenzia don Cozzi – Non c’è nulla che può mai giustificare atteggiamenti, parole, espressioni o pensieri così carichi di violenza. Leggo i diari di Elisa – conclude don Marcello – e vedo con tristezza come siamo lontani dalla sua solarità”.

“Confidando che si possa arrivare a scoprire l’autore o gli autori di un simile gesto- sottolinea Marianna Tamburrino – lo condanniamo fortemente. A quasi un mese dal sit in promosso da Libera e dalla famiglia Claps durante la prima messa domenicale, sit in al quale hanno partecipato circa mille persone, Libera aveva già scritto una nota dissociandosi ufficialmente da toni accesi e da alcuni concetti espressi da singole persone. Parole dalle quali abbiamo preso le distanze chiedendo anche scusa per non essere riusciti evidentemente (data anche la grande partecipazione all’iniziativa) a controllare logisticamente la piazza. Così anche oggi – conclude Tamburrino – evidenziamo come tali gesti non fanno bene a chi, a cominciare dalla famiglia di Elisa, da anni sta chiedendo una riconciliazione nel nome del rispetto e della verità”.