Pd: Osanna presidente, ma non se ne fece nulla. Ora la promozione dal Mibact

POTENZA- Da direttore del Parco archeologico di Pompei a direttore dei musei del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

Passando per una (solo) sfiorata esperienza politica, come possibile candidato alla presidenza della Regione Basilicata per il centrosinistra alle ultime Regionali. Quelle vinte da Bardi e centrodestra. Il venosino Massimo Osanna ne ha fatta di strada nel campo della conservazione e valorizzazione dei beni culturali in pochi mesi. Dal 2014 ha guidato il Parco archeologico di Pompei e ha legato il suo nome alla rinascita del sito vesuviano.

“Osanna – ha evidenziato il ministro Franceschini, a corredo della nomina- ha cambiato il volto di Pompei che, grazie al suo lavoro, è diventato un modello gestionale e un punto di riferimento internazionale: una storia di riscatto che ci rende orgogliosi. L’esperienza e la professionalità di Osanna serviranno adesso a rinnovare l’intero sistema museale nazionale e a traghettarlo nel futuro”. Chissà cosa avrebbe potuto fare per la Basilicata. Magari avrebbe potuto, se non portare alla vittoria un centrosinistra in fase calante, per lo risollevarlo consentendogli di conquistare una più ampia fetta di consensi e di rappresentanza politica. Considerato che la sua candidatura non sarebbe stata dell’ultimo minuto. E invece la politica come detto prima, lo ha soltanto accarezzato per qualche istante, forse deliberatamente “scansato” quasi il suo nome, il suo indiscutibile alto profilo avrebbe potuto oscurare quello di qualcun altro. E’ andata così e forse c’era da aspettarselo l’assurdo “rifiuto” del Pd. A proporre al professore la sfida delle Regionali fu Piero Lacorazza, allora consigliere regionale uscente. Ma dal resto del centrosinistra, in particolar modo dal resto del Pd, non arrivò mai una proposta unitaria, compatta e forte. Il nome di Osanna, sussurrato mesi prima di quello di Trerotola, avrebbe di fatti chiuso le porte ad un Pittella bis che in quei mesi era una suggestione tutt’altro che messa in cantina. Inoltre il professore dal suo altro profilo quasi certamente non avrebbe accettato di essere il “burattino” nelle mani dei partiti. Come in latri contesti pure è accaduto. E forse nella sua testa c’erano ben altre suggestione, come gli scavi.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Mara Risola