Pd, pronti a salire sul carro di Renzi tanti fedelissimi lucani

POTENZA- L’apocalisse del partito e anche della coerenza politica in vista delle elezioni regionali. Potrebbe essere questo l’effetto immediato del secondo atto della scissione in casa Pd. Il passo indietro dell’ex ministro Marco Minniti dalla corsa verso la segreteria nazionale del Partito democratico infatti potrebbe avere ripercussioni serie anche nel partito regionale di Mario Polese. Ancor più se nel frattempo dovesse concretizzarsi la seconda emorragia interna con Matteo Renzi pronto a mettere al mondo la sua nuova ”cosa”. E in Basilicata sarebbe davvero caos tra correnti e singoli esponenti allo sbaraglio in vista delle elezioni regionali. Ad essere fatale proprio la variabile tempo. Un fattore che potrebbe confondere ancor più le carte in tavola con aspiranti consiglieri pronti a candidarsi ed essere eletti con il Pd per poi saltare sul carro dell’ex premier Renzi quando tutto sarà più chiaro. Scenario realistico qualora si dovesse andare alle urne nel mese di febbraio e quindi prima del congresso nazionale del 3 marzo. Al contrario se dovesse essere confermato il dettato del decreto Franconi con urne al 26 di maggio lo spettacolo della scissione avrebbe ripercussioni ben più gravi su liste aprendo la strada a una sanguinosissima campagna elettorale tra Pd, partito renziano e Leu- Luci della quale potrebbero beneficiarne gli avversari di centrodestra e M5s. E chissà se si parlerà anche di questo nell’assemblea regionale del prossimo 15 dicembre. Sempre che non si decida per un rinvio.

 

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di Mara Risola