14 Nov 2019
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Pd, Santarsiero: “Non riesco ad accettare un simbolo così piccolo alle Regionali”

POTENZA – Una vita al servizio delle istituzioni. Da primo cittadino del capoluogo di regione allo scranno di presidente del Consiglio regionale come traghettatore in un momento tra i più delicati nella storia di viale Verrastro. Vito Santarsiero, ingegnere con la passione per la politica ha deciso di rituffarsi nell’agone elettorale e il 24 marzo con la lista Comunità democratiche a sostegno del candidato presidente Carlo Trerotola vuole dare una spinta decisiva al centrosinistra per riportarlo alla guida della Regione con nuovi presupposti.
Santarsiero è consapevole di aver accettato una sfida non semplice: chi glielo ha fatto fare?
Ritenevo giusto completare un percorso amministrativo e portare avanti una serie di battaglie che in questa legislatura avevo intrapreso con altri colleghi della maggioranza e del Pd. Parlo dello statuto e della legge elettorale … così mi è sembrato doveroso per completare altri obiettivi come quello delle infrastrutture che è decisivo per lo sviluppo e per rendere la regione protagonista. Parlo del raddoppio della Potenza-Melfi, l’alta velocità Salerno-PotenzaTaranto e lavorare per una sanità adeguata alle esigenze del nostro territorio che annulli l’evasione sanitaria, una sanità capace di dare una medicina territoriale in linea con le esigenze dei cittadini e capace di utilizzare al meglio il privato ma capace di superare le storture di una legge che non ho votato ma che ha creato molti problemi ai nostri ospedali. Bisogna mettere in campo un’azione forte di rilancio del San Carlo ma anche di tutela dei piccoli ospedali territoriali e fare del Crob l’hub oncologico regionale sostenendone l’azione di ricerca con un numero adeguato di ricercatori che dobbiamo portare. 100, 200, 300 ricercatori per fare del Crob il Centro di riferimento oncologico della regione e del Mezzogiorno. Dobbiamo poi puntare a inserire una facoltà di Medicina come avvenuto a Campobasso in Molise”.

 

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Alessandro Panuccio