Petrolgate, le lacune dell’Aia non legittimano l’Eni

POTENZA – Le lacune connotanti l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione erano evidenti ma per i giudici del tribunale di Potenza “non valgono a legittimare l’attività posta in essere dall’Eni”. E’ uno dei passaggi contenuti nella sentenza di primo grado del processo Petrolgate che lo scorso marzo ha portato alla sanzione amministrativa da 700mila euro e la confisca per equivalente, quale profitto del reato, di 44,2 milioni di euro nei confronti della compagnia petrolifera per il presunto traffico di rifiuti dal Cova di Viggiano a diversi impianti di smaltimento.

Secondo l’accusa, Eni avrebbe smaltito tonnellate di reflui derivanti dalle attività estrattive in Val d’Agri, in parte reiniettando sostanze pericolose attraverso il pozzo Costa Molina 2 e in parte trasportandoli tramite autobotte verso diversi impianti di smaltimento, in quest’ultimo caso risparmiando decine di milioni di euro all’anno sui relativi costi attraverso l’utilizzo di un codice errato.

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