Petrolio, 52 milioni “dimenticati” in un cassetto

POTENZA- I lucani sono talmente ricchi che rinunciano anche ad offerte appetibili. Nel mese di gennaio la precedente giunta di centrosinistra decide di citare l’Eni per i danni, anche di immagine, subiti dalla Basilicata in seguito allo sversamento di greggio dai doppi fondi dei serbatoii del Cova nel marzo 2017. L’esecutivo approva la delibera dando le direttive politiche, ma il documento, al solito, resta bloccato nella stanza del direttore generale del tempo, avvocato Vito Marsico. L’intenzione era quella di costituirsi parte civile nel procedimento penale in corso contro i dirigenti di Eni oppure avviare una nuova causa civile. La decisione sulla scelta della via da seguire era affidata all’Ufficio Legale della Regione, alla cui guida era appunto l’avv. Marsico. Il quale, qualche giorno prima di andar via per tornare alla sua sede di titolarità (Acquedotto Lucano) rispolvera la delibera e la passa all’Ufficio Legale. Gli avvocati della Regione chiedono subito un supporto tecnico al dipartimento Ambiente prima di avventurarsi nel contenzioso. Richiesta, questa, passata solo qualche giorno fa. Fin qui nulla di nuovo conoscendo i tempi biblici dell’ente.

 

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