Petrolio, fondo sovrano: si guarda ai “modelli” esteri

POTENZA- C’è grande attesa innanzitutto da parte della Giunta Regionale ma anche da parte di settori sindacali, imprenditoriali ed economici per il Progetto della Fondazione Mattei sull’istituzione del Fondo Sovrano nel quale far confluire le royalties del petrolio estratto in Basilicata. Intanto si tratterà di capire se in linea con il Progetto Energy Valley dell’Eni si intende seguire la nuova strada imboccata dalla scorsa primavera dal Fondo Sovrano Norvegese che investirà in società non quotate nel settore delle energie rinnovabili, abbandonando (parzialmente) gas e petrolio. “Scelta non ambientale ma per tutelare il nostro portafoglio”: si sono affrettati a precisare i manager del Fondo di Oslo. La “svolta verde” annunciata dall’ad Eni Claudio Descalzi è un progetto con un investimento iniziale di 80 milioni di euro (di cui 50 milioni per il sistema Mini Blue Water per la purificazione delle acque) che è destinata a rivoluzionare l’attività storica della società petrolifera e con essa a ridisegnare il futuro dell’area di Viggiano e la Val d’Agri non più solo “terra di idrocarburi”. E se dunque il più grande fondo di investimenti al mondo fa un altro passo verso l’energia pulita, proprio come Eni, dopo le ultime mosse per disinvestire dalle fossili è perché la crescita prevista nelle rinnovabili nel prossimo decennio sarà guidata da aziende che non hanno l’energia rinnovabile come loro attività principale.

 

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di Arturo Giglio