Petrolio, il centrosinistra “suona la sveglia” a Bardi sul rinnovo delle concessioni Eni

POTENZA- L’immagine ricorrente della «sedia vuota del presidente Bardi» e il «silenzio assordante sul petrolio». Ma anche l’idea che le questioni che riguardano tutti i lucani vengano trattate esclusivamente su non definiti «tavoli riservati». Presupposti che, se applicati a questioni vitali per il futuro della nostra regione -come appunto la politica estrattiva- spalancano le porte al giudizio delle minoranze. L’oro nero, un banco di prova per l’esecutivo del ”cambiamento” di Vito Bardi torna preponderante nelle parole dell’ex governatore Marcello Pittella e dei suoi ex assessori, questa volta dalla parte dell’opposizione. Preoccupati dalla «mancanza di trasparenza del governatore lucano e della maggioranza, dall’assenza di una strategia chiara e di una visione precisa». Tanto in merito agli accordi con la Total per l’avvio della fase estrattiva nella Valle del Sauro, quanto con l’Eni in vista dello scadere della concessione Val d’Agri. Ma dopo le critiche mosse all’esecutivo Bardi dal centrosinistra la replica del governatore lucano non si è fatta attendere. Gettando la palla delle responsabilità politiche sul rinnovo degli accordi con Eni, anche nel campo degli avversari. Pd e Movimento 5stelle.

 

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di Mara Risola