18 Sep 2019
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Petrolio, in gioco i prossimi 20 anni. La Lega: “Parliamo alla gente”

POTENZA – Il prossimo 26 ottobre scadrà il termine per il rinnovo della concessione che consente ad Eni e Shell di proseguire la coltivazione di idrocarburi in Val d’Agri. Si tratta di quello che è stato definito dalla stessa Eni come il giacimento petrolifero più grande d’Europa in terra ferma, con 39 pozzi tutti potenzialmente produttivi. Un’attività estrattiva da circa 80 mila barili al giorno e svariate decine di milioni di euro che finiscono nelle casse della regione Basilicata ogni anno. Chiunque conosca il bilancio della Regione Basilicata non può che ritenersi concorde che dal petrolio e dalla sua estrazione dal sottosuolo passa l’unica direttrice reale di potenziale sviluppo della regione dei prossimi venti anni. L’ultima concessione, dalla durata ventennale, risale al 1998 e non c’è cittadino lucano che non abbia ritenuto, a varie riprese, quantomeno “morbido” l’atteggiamento che ebbero i rappresentanti regionali in quella sede, rinunciando con “fare timido” sul terreno delle compensazioni più che ancora su quello delle royalties.

 

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