Petrolio, la Regione va a rilento. Cicala “sposta” il tavolo con Eni a Viggiano

VIGGIANO – Dai tavoli regionali alla “piazza”. Un passo non certo breve, specie quando l’interlocutore si chiama Eni e il focus dell’iniziativa ruota attorno al business del petrolio.

Dagli accordi da rinnovare, ad uno sviluppo “sostenibile” da pianificare a delle evidenti criticità sul piano occupazionale da risolvere. A compierlo, infatti, non è stata la Regione, bensì il sindaco di Viggiano Amedeo Cicala, espressione della Lega, partito del gruppo di maggioranza di viale Verrastro. Qualcosa, insomma, non sembra quadrare se da un lato Bardi continua a trattare con il cane a sei zampe nelle stanze del palazzo regionale e dall’altro i sindaci della Val d’Agri convocano la stessa compagnia sul posto per provare a ottenere risposte in prima persona, in merito alla situazione di 16 lavoratori dell’indotto.

“Invadendo”, peraltro, la sfera di competenza dell’assessore forzista alle Attività Produttive Cupparo, gruppo con cui la Lega da qualche mese non sembra convivere in completa sintonia. Insomma, l’iniziativa realizzata a Viggiano dal primo cittadino della valle per riflettere sulla “situazione economica delle imprese e lavorativa dei dipendenti dell’indotto in questo periodo di crisi e futuri scenari”, rivolta a cittadini, lavoratori, rappresentanti sindacali e associazioni di categoria, prova a segnare la direzione su cui concentrare gli sforzi da fare per non perdere “voce” dinanzi al colosso petrolifero. E per sollecitare il Mise a riaprire la discussione nata venti anni fa, per apportare delle modifiche all’intesa Stato-Regione. Un confronto senza, peraltro, la partecipazione del governatore o del “delegato di turno” dell’esecutivo, da cui spesso sono emersi i temi attinenti alle compensazioni ambientali. Punto portato alla luce dagli interventi di molti sindaci, su cui ha dovuto lavorare da “correttore” il primo cittadino valliggiano, nel tentativo di non spostare troppo l’attenzione sulle responsabilità dell’ente Regione. E la presenza del presidente del consiglio regionale, in un contesto e in un momento così delicato, da sola non può certo bastare. Carmine Cicala ha, infatti, potuto soltanto prendere appunti e “promettere” il massimo impegno affinché si proceda celermente all’attivazione del tavolo sulla trasparenza richiesto da mesi dai sindacati. In sala anche rappresentanti di Eni e Confindustria, mentre Shell ha declinato l’invito, facendo arrabbiare il Cicala sindaco.

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di Michelangelo Russo