Politiche, il Pd sceglie i candidati: capilista De Filippo e La Regina. Furia Pittella

POTENZA – Dopo tre rinvii la direzione del Pd riunitasi il giorno di Ferragosto per la chiusura delle liste in vista delle elezioni politiche del 25 settembre ha approvato non senza mugugni e voti contrari le liste dei candidati per Camera e Senato. Le sorprese non mancano, ma è in Basilicata che si prepara un vero e proprio terremoto nei democratici. Complici il taglio dei parlamentari e le previsioni nella maggior parte dei collegi uninominali molti degli eletti nell’ultima legislatura (compresi nomi di primo piano) sono condannati a restare fuori. E così capolista alla Camera sarà il segretario dem Raffaele La Regina mentre al Senato toccherà all’uscente De Filippo. Al secondo posto per Montecitorio e Palazzo Madama Maura Locantore e Lucia Sileo. Dei due uninominali uno andrà alla presidente del partito Maddalena Labollita. L’altro a un alleato tra Sinistra Italia e Più Europa.

Fuori dai giochi dunque Marcello Pittella e Salvatore Margiotta dati in pole nelle scorse settimana. L’ex governatore non le ha mandate a dire. “Un delitto perfetto – ha detto prefigurando un imminente addio al partito – Calpestati diritti, principi, territorio, storia e democrazia. Nella vita ci vuole dignità! Buona fortuna”. A fargli eco lo stesso Margiotta: “Difficile darti torto” ha commentato. E le polemiche non si fermano qui. Il mancato rispetto della rosa approvata dalla Direzione Regionale del PD Basilicata non va giù proprio a Maddalena Labollita presidente Assemblea Regionale, Maura Locantore vice segretaria vicaria e Lucia Sileo portavoce della Conferenza Donne Democratiche.

“Crediamo che il Pd abbia necessità di essere rappresentato nella sua pluralità e per il rispetto che nutriamo nei confronti della nostra comunità, comunicheremo nelle prossime ore al Segretario Letta e al segretario La Regina, la nostra indisponibilità ad accettare candidature di servizio o surrogati delle stesse. Confidiamo che altre donne democratiche, si uniscano eticamente e politicamente a difesa del nostro diritto di rappresentanza che è stato leso ed è frutto del più becero opportunismo e machismo.