Potenza, botte e minacce alla madre: patteggia 18 mesi

POTENZA – Dal febbraio all’aprile del 2018 avrebbe ripetutamente picchiato e minacciato, anche di morte, la mamma, arrivando in un’occasione ad afferrarla per il collo, quasi a volerla soffocare, e a colpirla con un pugno di testa, provocandole un trauma cranico giudicato guaribile in tre giorni. Accuse per le quali, ieri mattina, un 26enne di Potenza, ha patteggiato una pena ad un anno e mezzo di reclusione, davanti al gup del tribunale di Potenza, Lucio Setola. Al patteggiamento si è arrivati dopo la richiesta avanzata dalla difesa, alla quale anche il pubblico ministero ha prestato consenso. La mamma del ragazzo, assistita dagli avvocati Giuseppe Giuratrabochetta e Francesco Genzano, si è costituita parte civile contro il figlio. Una decisione sicuramente sofferta, ma presa soprattutto per provare ad arginare i comportamenti violenti del giovane. La donna veniva spesso denigrata con epiteti quali ”deficiente”. Il ragazzo, inoltre, si rifiutava, come si legge nel capo di imputazione, ”con atteggiamenti ostinati e arroganti, di contribuire al sostentamento del nucleo familiare…pretendendo dalla madre il denaro sufficiente per ogni suo bisogno”.

 

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”