Potenza, lo sfogo di un padre: “Mio figlio messo alla porta perché senza padrino politico”

POTENZA- “Due anni di lavoro assiduo al servizio del Comune di Potenza per poi ritrovarsi in mezzo alla strada”. La denuncia è del signor Pasquale Rispoli, che si è recato in redazione per accendere i riflettori su quella che ritiene “una ingiustizia” patita dal figlio ventottenne e per la quale chiede sia fatta chiarezza, pretendendo risposte alla sue domande. Quesiti rimasti irrisolti perché alle sollecitazioni del signor Rispoli repliche non ce ne sono state, tant’è che il settantenne potentino ha deciso di affidare la questione nelle mani di un avvocato. Attraverso la Fp Cgil ha aperto una vertenza nei confronti dell’amministrazione comunale, con la quale si rivendica per il figlio il reintegro al lavoro di facilitatore. Con l’avvio nel capoluogo di regione della raccolta differenziata, l’Acta, ricordiamo, si è affidata al contributo di una quarantina di giovani disoccupati per consentire l’espletamento di tutte le procedure. All’epoca, siamo nel 2016, l’azienda comunale reclutò queste nuove risorse umane attraverso quattro associazioni ambientaliste, che dopo un periodo di accurata formazione sono state impiegate nella fase di start della nuova gestione comunale dei rifiuti solidi urbani.

 

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di Mariolina Notargiacomo